CONTRO IL FASCISMO MA NON CON GARZON (APPELLO)

by Talking Peace | 6th May 2010 2:46 pm

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Noi, sottoscritti firmatari, ci dichiariamo profondamente antifascisti, pertanto approviamo qualsiasi iniziativa che, muovendosi da un atto di necessaria e salutare memoria, segnali tutti coloro che hanno realizzato in Spagna (così come nella nostra Argentina) pratiche di genocidio contro il popolo e le sue organizzazioni.

Franchisti ed estremisti di destra, siano essi militari che civili, dovrebbero passare il resto delle loro vite in carcere, ma i pactos espúreos, come quello della Moncloa, o il continuismo portato in grembo dallo stesso dittatore Franco, hanno garantito a questi un’impunità ripudiabile sotto tutti i punti di vista.

Pretendiamo che i governanti fascisti e i loro complici paghino per i loro crimini di lesa umanità, rivendichiamo l’appellativo di patrioti per gli oppositori popolari assassinati, ma esprimiamo anche il nostro rifiuto a voler trasformare in un eroe dei diritti umani un giudice come Baltasar Garzón che, con le sue azioni legali, ha confermato ogni genere di soprusi nei confronti di cittadine e cittadini baschi, catalani, galiziani e addirittura arabi che sono passati per quel “Tribunale eccezionale” chiamato Audencia Nacional.

Durante tutto il suo ossessivo operato contro qualsiasi manifestazione di dissidenza nei confronti del sistema, Garzón ha favorito azioni legali contro mezzi di comunicazione, associazioni popolari, partiti politici e addirittura difensori dei diritti umani, operato che deve essere considerato una vera e propria aggressione diretta alla libertà di espressione e al diritto di libera associazione pacifica. La stessa Corte europea dei diritti dell’uomo ha di recente manifestato la sua preoccupazione per il mancato rispetto di questi diritti.

Nella sua attività giornaliera nel Tribunale speciale che dirige, Garzón da ordine di arrestare in stato di isolamento, vero e proprio spazio di impunità per la realizzazione delle torture più brutali, persone accusate di terrorismo. Centinaia di cittadini vittime di violazioni e sevizi come il waterboarding, la picana elettrica o la “bolsa” e la “bañera” (forme di tortura che ostacolano la respirazione [n.d.t.]) hanno denunciato ad alta voce di fronte al giudice Garzón queste chiare violazioni dei diritti umani, ricevendo sempre come risposta il suo silenzio, il suo sguardo basso e la sua implacabile decisione a dettare condanne brutali contro militanti popolari.

Garzón è al corrente meglio di chiunque altro che la sua politica di isolamento prolungato dei detenuti serve a montare uno scenario affinché mostruosi poliziotti si cibino dei corpi di giovani detenuti.

Garzón non ignora che interi quartieri generali come quelli della Guardia Civil di Madrid, di Barcellona o di Intxaurrondo nei Paesi Baschi, assomigliano,nel loro intento di distruzione dei detenuti, ai campi di sterminio argentini dell’ESMA, degli automotores Orletti o al garage Olimpo di Buenos Aires, e malgrado tutto non ha mai sollevato nessuna accusa contro i loro responsabili e i loro promotori.

Alcuni organismi come il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) e i relatori spagnoli e dell’ONU del Comitato contro la tortura (CAT) chiedono continuamente l’abolizione di questa modalità di detenzione la cui applicazione porta la firma di questo magistrato.

Del resto, come direbbe l’ormai defunto giudice ed ex deputato del PSOE (il Partito socialista degli operai spagnoli), Joaquín Navarro: “Garzón è un giudice che si inventa quasi tutto a livello sommario e che agisce sempre protetto dal potere politico e dal Ministro degli Interni. Garzón si permette il lusso di dettare capi d’accuse assolutamente immaginari dimostrando vincoli organici e funzionali di settori diversi che chiama col nome di terrorismo”.

Garzón non è per niente un “giusto”, un “valoroso” o “uno dei nostri”, come solo soliti esagerare i suoi seguaci, ma un giudice che con la sua smania di ottenere immagine mediatica (qualcosa che lo acceca) non ha esitato a mettere il naso in Venezuela Bolivariana (documentario del 2004 sul Venezuela di Chávez [n.d.t.]), a dare la mano alla recalcitrante destra locale, e ad avvallare con la sua presenza azioni e manifestazioni di opposizione in occasione del mancato rinnovo della licenza al canale golpista RCTV. Questa ingerenza gli ha procurato la qualifica, da parte dell’allora  vicepresidente venezuelano Jorge Rodríguez, di “pagliaccio che è venuto nel nostro paese a darci lezioni di democrazia. Questo giudice filo-imperialista è venuto fin qui pagato per dire quello che vuole ascoltare l’opposizione venezuelana”. Ma tutto questo non è servito a fermare Garzón dall’attaccare la rivoluzione caraibica e a qualificare come cinico e nefasto il presidente Hugo Chavez per il suo appoggio per una risoluzione negoziata del conflitto colombiano.

D’altra parte Garzón è andato anche in Colombia  per offrire consigli al governo repressivo di Alvaro Uribe. Una volta a Bogotá ha mantenuto legami con giudici locali e con funzionari del governo e ha espresso la necessità dell’applicazione dell’isolamento prolungato ai detenuti. “Lo stato democratico non può essere messo alle corde” ha detto Garzón in quell’occasione, e ha concluso dicendo: “Crediamo che l’isolamento sia una pratica necessaria nei primi giorni di reclusione di un terrorista, di un narcotrafficante o di un individuo appartenente a un’organizzazione criminale”.

Infine, ci sentiamo compresi dalle diverse organizzazioni dei diritti umani spagnole e basche quando si riferiscono a questo giudice dicendo: “Abbiamo visto in prima persona la sua passività nei confronti della tortura e le sue attività quotidiane, così come abbiamo potuto constatare che la sua attività in ambito internazionale è molto superficiale: le sue parole non sono mai state prese seriamente in considerazione.”

Abbiamo prova, infine, degli eccessi del suo tribunale, e li denunciamo nello stesso modo di come denunciamo gli eccessi che altri tribunali stanno commettendo adesso contro lo stesso giudice Garzón. L’ammissione a pratica della presente querela per indagare i crimini contro l’umanità commessi durante il periodo franchista, è un attentato contro la dichiarazione di imprescrittibilità dei delitti di lesa umanità del Comitato dei diritti umani dell’ONU e contro il buonsenso comune.

Partendo da questa legittimità non possiamo non opporci alla designazione di questo giudice di difensore dei diritti umani, quando il suo comportamento è stato, fino a quando era favorevole ai propri interessi, identico a quello che ora lui stesso denuncia.

 

FIRME INIZIALI

Atilio Borón, scrittore, economista, giornalista.

María Inés Brassesco, Presidente della Unión de Mujeres de la

Argentina (Unione delle donne argentine), Vicepresidente della Federación Democrática Internacional de Mujeres (Federazione Democratica Internazionale delle Donne) – FDIM-.

Lito Borello, Coordinatore generale dell’ Organizzazione Nazionale Sociale e Politica

Comedor Los Pibes.

Patricio Echegaray, segretario generale del Partito comunista argentino.

Carina Maloberti, Segretaria dell’Organización Nacional de Asociación

Trabajadores del Estado (Organizzazione Nazionale dell’Associazione dei Lavoratori dello Stato) –ATE-.

Alfredo Ferraresi, Segretario generale dell’Associazione Impiegati Farmacia.

Carlos Chile, Segretario aggiunto – Central Trabajadores Argentinos (CTA) –

Capital Federal.

Liliana Parada, Deputata nazionale – Proyecto Sur, Movimiento Territorial

Liberación (Progetto Sud, Movimento Territoriale di Liberazione) –MTL-.

Marcelo Köenig, dirigente del Movimento Peronista Rivoluzionario.

Norman Briski, attore.

Raúl Carnota, musicista.

Marcelo Nono Frondizi, dirigente del Gruppo Envar El Kadri, Peronismo

Rivoluzionario.

Carlos Aznárez, giornalista, direttore del quotidiano Resumen Latinoamericano.

Eduardo Soares, avvocato, Presidente de FIDELA- Corporativo di avvocati.

Vicente Zito Lema, poeta, scrittore, giornalista.

Roberto Perdía, avvocato, dirigente dell’OLP.

Graciela Rosenblum, Lega Argentina per i Diritti Umani.

Fernando Buen Abad, Dottore in Filosofia, cineasta.

Néstor Kohan, scrittore, investigatore, coordinatore della Cattedra Che Guevara-

Collettivo Amauta.

Ambasciatore Oscar Laborde, Frente Transversal.

Pepe Steinsleger, giornalista del quotidiano messicano La Jornada.

Norma Ríos, Matilde Gatti, María del Carmen Martínez, Florencia Delnegro,

Flor Sandoval, Nelson Yapura, Lorena Lescano, Mauricio Re, per l’Assemblea Permanente dei Diritti Umani, Rosario.

Carlos Chávez, avvocato.

Ruben Saboulard, Assemblea del popolo.

Héctor Pelusa Carrica, Segretario generale ATE, Chaco.

Eduardo Abeleira, integrante di CTA Capital.

Sergio Ortiz, Segretario generale del Partido de la Liberación (Partito per la liberazione).

Juan Carlos “Pipón” Giuliani, giornalista, segretario di Comunicación

y Difusión de la Central de Trabajadores de la Argentina (CTA).

Heinz Dieterich, scrittore.

Eduardo Vasco Murúa, dirigente della fabbrica recuperata IMPA-MNER e del Movimiento Nacional de Empresas Recuperadas (Movimento Nazionale di Imprese Recuperate).

Julio Fernandez y Barbara Reisner, della Convocatoria por la Liberación

Nacional y Social (Convocazione per la Liberazione Nazionale e Sociale).

Oscar Kuperman, Militante Sociale (CUBA – MTR).

Hermann Schiller, giornalista.

Omar López, giornalista, direttore del programma “Mate Amargo”.

María Torrellas, giornalista, documentarista.

Dr. Pedro Salvadero, Corporativa di avvocati di Córdoba.

Guillermo Cieza, militante sociale.

Jorge Petruchansky, militante storico del peronismo rivoluzionario.

Gustavo Franquet, militante sociale.

Hugo Fernández Panconi, musicista.

Pedro Cazes Camarero, ex militante del PRT-ERP, giornalista.

Daniel De Santis, scrittore, investigatore.

Susana Beatriz Etchegoyen, Deputata CABA (MC).

Henry Boisrolin, coordinatore del Comitato Democratico Haitiano, Argentina.

Rodrigo Tornero, giornalista.

Daniel Bilbao, giornalista.

Fernando Esteche, dirigente del MPR Quebracho.

Ofelia Rosales Giménez

Irene López de Vicuña, Juan M. Luco, Virginia Goicoechea y Facundo

Andicoechea, del Coordinamento Vasco Argentina Solidarietà con Euskal

Herria.

Jorge Omar Lewinger, giornalista.

Silvia Martínez del Río, giornalista.

David Eduardo Cejas, giornalista.

Osvaldo Biziak, giornalista, programma “Por el mismo camino”, FM La Tribu.

Marta Valle, docente.

Lic. Santo Corporán, candidato deputato per il Municipio Santo Domingo

Norte.

Mónica Simoncini, cineasta, documentarista.

Eduardo Oroño, Commissione di Homenaje a los Combatientes Revolucionarios (Commissione Omaggio ai Combattenti Rivoluzionari).

Graciela Ramírez, corrispondente di “Resumen Latinoamericano” a Cuba.

Silvia Madía, coordinatrice di Cátedras Bolivarianas.

Gregorio Díaz Dionis, Presidente del Equipo Nizkor (Rete contro l’impunità).

María Isabel Murphy, integrante dell’OLP.

Julio César Hincapié, Solidarietà per Colombia.

Pablo Fernández, giornalista (Neuquén).

Dr. Hector Chávez, Corporativa di avvocati Mendoza.

Israel Levy, militante di Solidarietà con Palestina.

Fabián Pierucci, Gruppo Alavío di Comunicazione Alternativa.

Mauricio Castaldo, dirigente di AGMER de Entre Ríos, segretario del Foro

Artiguista Entrerriano.

Raquel Chediak y Susana Yalet, integrante del Gruppo Reflexión y

Compromiso, de La Plata.

Marta Speroni, militante di Solidarietà con Cuba.

Ana María Parnás. integrante de la Commissione de DDHH dell’Uruguay in

Argentina.

Jorge *Chacho* Almada (Espacio Radial La Patria Grande, si costruisce

dal basso).

Guillermo Caviasca, giornalista (Barricada TV).

Natalia Vinelli, giornalista, scrittrice (Barricada TV).

Ramón Duarte, impiegato alle ferrovie (Movimiento Nacional Ferroviario).

Enrique García, Movimiento Nacional Ferroviario.

Dante Miranda, impiegato ferroviario (Movimiento Nacional Ferroviario).

Pablo Puebla , militante sociale – Organizaciones Libres del Pueblo (Organizzazioni Libere del Popolo).

Isabel Otañi, docente universitaria.

Julio César Martínez-(Juma), direttore-editore della pagina web Tercer Camino.

Eneko Landaburu, O’PAYBO Scuola Popolare de Salud, Misiones.

DR. Carlos H. Gorrostorrazo

Jerónimo Milea

Laura Mercado

Fernando Noya, avvocato, Gruppo Peronista “Argentina Avanza” del Tre

febbraio.

Oscar Abudara Bini, cineasta.

Santiago Bereciartua, avvocato.

Aurora Tumanischwili Penelón y Guillermo Lópaz, di FeTERA FLORES

(collettivo di base della Federación de Trabajadores de la Energía de la

República Argentina, en CTA).

Marcelo Lischinsky

Yuraima Vasquez Arriaga

Angélica María Vilchez Vasquez

Eliana Wasserman, avvocato.

Leandro Albani, giornalista.

Yamila Blanco, giornalista.

Willy Nocetti, giornalista.

Martín Damián Suárez, giornalista.

Sandra Rocco, medico pediatra.

Javier A. Gonzàlez, Economista INTI – Economìa Industrial.

Claudio Faiman

Nélida Garagorri, docente.

David Eduardo Alperin

Mirtha Goldberg

Cristina Mora

Luis Vicente Moreno, giornalista. Lomas de Zamora.

Héctor Marrese, giornalista.

Marta Arenas

Claudio Leoni

Gertrudis Ibañez

Nelly Chávez

Desde Uruguay:

Gonzalo Abella, storico, scrittore.

Raúl Rodríguez, ex candidato presidente per l’Asamblea Popular, direttore di

teatro.

Eduardo Rubio, dirigente del Movimento 26 Marzo, Asamblea Popular.

Isabel Izquierdo, editrice.

Organización Fogoneros

Mónica Riet, fotografa.

Santiago Mazzarovich

Daniel Corbo

Desde Chile:

Verónica Brito Castro, Movimiento de los Pueblos y los Trabajadores, de

Chile (Movimento dei Popoli e dei Lavoratori del Cile).

Roberto Muñoz, Movimento Patriottico Manuel Rodríguez.

Gino Straforini, responsabile Relac. Internacionales del M.I.R. Cile

Juan Carlos Vecino, San Pablo, Brasil

 

ORGANIZZAZIONI:

Lega Argentina per i Diritti Umani

Convocazione per la Liberazione Nazionale e Sociale

APDH ROSARIO

Partito Comunista Argentino

Quotidiano Resumen Latinoamericano

Movimento Assemblee del Popolo

Assemblea di San Telmo

Organizzazione Nazionale, Sociale e Politica Comedor Los Pibes

Gruppo Envar El Kadri, Peronismo Rivoluzionario

Democracia Popular – Rosario –

JP Descamisados

Gruppo Politico Sindacale “Tolo Arce”- SENASA – ATE

Gruppo Politico Sindacale “8 de Marzo” – Lavoratori della UBA – ATE

Biblioteca Popolare “Fernando Jara” – Cipoletti –

Gruppo Sindacale “Agustín Tosco” – Córdoba

Emergentes – Mar del Plata –

Movimento Peronista Rivoluzionario (MPR)

Coordinamento Latinoamericano dei Movimenti Territoriali Urbani

Coordinamento Vasco Argentina di Solidarietà con Euskal Herria

Coordinamento dei Lavoratori Disoccupati Anibal Verón,

Gruppo Martín Fierro

Movimento Patriottico Rivoluzionario Quebracho

JP Evita- Necochea

Movimento Evita – Necochea

Organizzazioni Libere del Popolo (OLP)

Fronte di Azione Rivoluzionaria (FAR)

Coordinamento “ Un nuevo Despertar “ – Alte. Brown- Bs. As.-

Ctro. Comunitario “Amistad” – La Matanza –

Posta Porteña (Strumenti di comunicazione del Rio de la Plata)

Cátedras Bolivarianas

Movimento Studentesco Liberación

Corrente dei Lavoratori 19 Dicembre

Gruppo Mascaró Cine

INVIARE LA PROPRIA ADESIONE A: lucia.prezlian@gmail.com (Campagna No a Garzón)

Source URL: https://globalrights.info/2010/05/contro-il-fascismo-ma-non-con-garzon-appello/