FRANCO, UN PRESIDENTE COME ZAPATERO
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Publico.es Non è una provocazione estremista, ma quanto si deduce dal sito ufficiale del governo spagnolo www.la-moncloa.es , come sottolinea il quotidiano spagnolo Publico. Nel sito Francisco Franco, dittatore dal 1939 al 1975, viene definito come “il politico e militare gallego” . A differenza di altri portali ufficiali di paesi europei, quello spagnolo mette storicamente sullo stesso piano Franco con i presidenti eletti a partire dal giugno 1977, prime lezioni politiche. Anche nella ricostruzione storica, quando si riferisce alla “democrazia” non cita il periodo repubblicano dal 1931 al 1936 interrotto proprio dalla dittatura franchista. Nel sito del governo spagnolo si menziona solo con una frase “dura repressione contro i repubblicani vinti” l’eliminazione fisica attraverso esecuzioni sommarie di circa 350 mila persone da parte delle milizie ed esercito franchista. Adolfo Suarez viene menzionato come presidente dal 1976 quando venne eletto dal regime franchista e non dal giugno 1977 quando vinse con UCD le prime elezioni politiche. E’ la dimostrazione che la cultura riformista, della dittatura nella monarchia parlamentare, rimane un elemento sostanziale del sistema politico spagnolo.
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I CULTORI DEL “WATERBOARDING”, LA TORTURA DEMOCRATICA
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“Y a ellos se los tragó el asfalto. Si se los hubiera tragado la tierra, los habría vomitado”
Lo ha fatto intendere il direttore della CIA Leon Panetta. Per arrivare a bin Laden i servizi segreti americani hanno estorto confessioni a Guantanamo, con metodi come il ‘waterboarding’ provocare asfissia al detenuto immergendo la testa nell’ acqua. I farisei si strappano le vesti quando è logico che sia così. Si ricorderà il film “Soldato Blu” (Ralph Nelson, 1970), nel dialogo tra due “bianchi” dove si dice che “strappavamo lo scroto degli indiani per metterci il tabacco”. Fort Bragg dove i consiglieri statunitensi hanno formato centinaia di funzionari delle forze di sicurezza della America Latina, hanno elaborato delle tecniche di sterminio la cui perversione non ha limiti. Impalare bambini “perché sarebbero diventati terroristi”, (El Salvador) squartare (Colombia), ammazzare bambini sbattendoli contro le pietre (Guatemala) e decine di altre nefandezze. Il tutto per difendere la democrazia, dal pericolo allora “comunista”. Se questo mondo non fosse anche dominato dalla ipocrisia spocchiosa e criminale, la notizia del ‘waterboarding’ non sarebbe notizia, come un multa data per sosta vietata, ma naturale e logica parte integrante di “questa” democrazia. Come l’ esistenza dei bin Laden Noriega, Bokassa, Idi Amin, Mobtu, Pinochet etc etc Con le ammissioni di Panetta si sono sentiti sollevati, se mai avessero avuto qualche problema di coscienza, quei funzionari delle forze di sicurezza dello Stato spagnolo che la cultura del ‘waterboarding’, le cui origini sono medioevali (allora serviva a combattere “gli eretici”), l’hanno applicata, un giorno si e uno anche, alle centinaia di baschi e basche arrestati in questi ultimi cinquant’anni.
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