CONSEGUENZE MORTALI A FALLUJAH

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PeaceNow. In un reportage dall’Iraq, il periodico londinese The Indipendent rivela che una inchiesta medica riscontrò drastici aumenti nella mortalità infantile, cancro e leucemia nella città irachena di Falluja, teatro di intensi bombardamenti dei marines statunitensi nel 2004. Le diagnosi di cancro in generale sono quadruplicate e il cancro nei bambini minori di 14 anni è aumentato dodici volte. La mortalità infantile nella città è e più di quattro volte maggiore che nella vicina regione della Giordania e otto volte maggiore che in Kuwait. L’indagine sostiene ch i tipi di cancro sono “simili a quelli sviluppatisi nei sopravissuti di Hiroshima che furono esposti a radiazioni ionizzante della bomba e dell’uranio nella pioggia radioattiva.”


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Kurdistan turco. La pace possibile

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Striscioni, urla, insulti. Il parlamento turco lo scorso 10 novembre si è trasformato in una sorta di ring. All’ordine del giorno l’annuncio ufficiale, per molti versi storico, da parte del ministro degli interni Besir Atalay della cosiddetta “iniziativa kurda”, ovvero il pacchetto di misure messe a punto dal governo per “risolvere” la questione kurda. Il ministro Atalay non è riuscito a pronunciare che poche parole prima di essere letteralmente travolto dagli insulti e dalle urla dell’opposizione.

4 Sì, un unico No: la battaglia è appena iniziata

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INFOAUT. Il Sì vince in tutti i 4 quesiti referendari. E’ evidente il carattere doppiamente politico del risultato: su un primo livello in quanto dà la misura della rilevanza e importanza delle 4 poste in gioco su cui si era chiamati a votare; un secondo livello che boccia, poche settimane dopo le amministrative, l’operato del governo in carica. I conti dimostrano che la maggioranza assoluta degli italiani e delle italiane non è disposta a trattare su questioni fondamentali come il diritto ai beni comuni primari come l’acqua e la “sicurezza” (quella reale di poter vivere senza il terrore di essere contaminato dalle radiazioni per millenni, non quella sbandierata strumentalmente agendo sulle paure).

Qualcuno potrà anche chiamare in causa l’effetto-Fukushima, colpevole di aver spinto milioni di persone a “pensare con la pancia” ma il risultato addirittura superiore (per quanto di poche virgole) dei due quesiti relativi alla privatizzazione dell’acqua e alla possibilità di farne sopra profitti come fosse una qualsiasi altra merce mostra invero il processo di consapevolezza e lungo corso che ha portato a questo risultato. A partire da una raccolta firme che ha attraversato l’ultimo anno e mezzo.

Proprio il risultato equivalente delle 4 questioni deve essere letto come bocciatura esplicitamente politica dell’operato del governo, punito alle urne da un parte del proprio stesso elettorato. Segno che c’è una percezione diffusa di un sorpasso del limite e della decenza che non può più essere tollerato. E’ in qualche modo, anche qui, il voto di una cittadinanza “indignata”, per quanto nel nostro paese ancora non disposta a riconquistarsi spazi e modi della politica direttamente nelle piazze, ancora (troppo) fiduciosa nel risultato e peso delle scelte fatte nel segreto delle urne.

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