PAESE BASCO: SCIOPERO GENERALE CONTRO LA RIFORMA DELLE PENSIONI

Con la consueta diatriba sulla dimensione della adesioni – nella sua edizione on line, il quotidiano basco Deia titola “i sindacati dicono che è un esito, gli industriali un fallimento”- si è svolto nel Paese basco lo sciopero generale, il terzo dal maggio 2010, indetto dalla maggioranza sindacale basca ELA, LAB, EHNE, HIRU, STEE-EILAS e ESK, contro al riforma delle pensioni. E puntualmente,  questa mattina, è stata data la notizia di un “principio di accordo”, tra il Governo Zapatero e i sindacati UGT e CCOO . Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola,  i lavoratori in Spagna potranno andare in pensione, completa, a 65 anni se avranno contributi per 38 anni e sei mesi, prima erano 35 anni,  il calcolo sugli ultimi anni contributivi passa da 15 a 25, l’età di prepensionamento da 61 a 63 anni. Dal’altra parte Il Governo avrebbe riconosciuto un massimo due anni di contributi a studenti universitari e per le donne che sospenderanno la loro attività lavorativa per accudire ai figli. CCOO ha dichiarato che ancora sono da verificare dettagli dell’accordo per apporre la propria firma.

Nel Paese basco , ma anche, seppur in tono minore in Catalunya e Galizia, la contestazione è all’impianto della riforma che viene definito come il p”più duro attacco ai diritti dei lavoratori degli ultimi decenni” Per il Governo autonomo basco l’adesione è stata del 20% , in linea con quanto dichiarato dal Governo autonomo navarro. Per le Associazioni industriali “non ha superato il 5%”. Di altro avviso i sindacati baschi  che sostengono una adesione importante nei settori industriali. Per province secondo fonti sindacali baschi  lo sciopero in Gipuzcoa è “stato maggioritario”, in Vizcaya e Alava “importante” mentre in Navarra l’adesione è stata massiccia nel nord della provincia e nel cinturone industriale del capoluogo Pamplona.

Ancora una volta la polizia ha fatto la sua comparsa con cariche a Bilbao contro un picchetto davanti ai grandi Magazzini del Cortes Ingles e a Vitoria durante la manifestazione,  cui hanno partecipato migliaia di persone, che ha percorso le vie della città. Cariche e arresti da parte della polizia sono registrate in altre località basche. L’atteggiamento provocatorio si è manifestato anche durante la grande manifestazione di Bilbao ala termine della quale  sono intervenuti tra gli altri il segretario di ELA Adolfo Munoz e la segretaria di LAB Ainoa Etxaide. Un elicottero della polizia stazionava sopra i rappresentanti sindacali disturbando i discorsi di chiusura. (Video delle manifestazioni di Bilbao)

Le manifestazioni svoltesi nei quattro capoluoghi baschi hanno riunito migliaia di persone anche se è evidente come il clima di crisi e di ricatto endemico che le politiche economiche stanno esercitando sul mondo del lavoro, compresa una informazione parziale, renda difficile la comprensione dei termini della questione.

In un’intervista al quotidiano Publico, il segretario di ELA , Adolfo Munoz, afferma che “ non ci spiegano perché si può finanziare con le imposte l’esercito, la polizia, i partiti politici, la Casa Reale e…non le pensioni (..) Le imprese petrolifere in Spagna funzionano con margini di guadagno del 25% superiori a quelle europee. A quelle elettriche, dove è andato a parare gran parte del capitale speculativo delle costruzioni, gli è stato concesso di aumentare la tariffa elettrica del 35% negli ultimi tre anni. Le imprese quotate in borsa hanno visto aumentati  loro utili di un 15 % nel 2010. E, inoltre, il Governo Zapatero offre il boccone finanziario che gestiscono le casse di risparmio, al miglior offerente, ovvero la banca privata. Colpevolizzano della crisi ai salari e ai diritti sociali , quando ciò che si deve spiegare è che ci troviamo dinnanzi ad un vero e proprio saccheggio organizzato. Il movimento sindacale non può farsi intrappolare da questo sistema. Bisogna trovare uno spazio e lo sciopero generale è uno strumento”

Lo sciopero ha avuto un seguito seppur limitato in altre parti dello stato spagnolo. Sciopero in Galizia con poco seguito ma con una fuerte presenza della polizia (vedi video)  mentre in Catalunya uno dei sindacati convocanti ,CGT, ha dichiarato che l’astensione al lavoro ha avuto una certa risposta nel settore dei trasporti pubblici di Barcellona. (l’Agencià d’Informaciò e il quindicinale Digonal fornisce in diretta notzie sullo sciopero). Questa sera a Madrid in coincidenza con la manifestazione indetta da decine di organizzazioni è stata convocata, attraverso il “passa parola” via sms, una “cacerolada” di protesta davanti al Congresso dei deputati spagnolo.?


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