UNA LEGALITA’ CHE PREOCCUPA

La presentazione del nuovo partito della sinistra indipendentista ha già provocato diverse reazioni politiche. Il PNV attraverso il suo presidente Urkullu ha detto ”che la sinistra indipendentista sarà presente alle elezioni. Se rispetterà le leggi nessuno deve o potrà ostacolarne la legittima presenza”. PNV che su questa questione specifica, la legalizzazione del partito aveva modulato il tenore delle sue affermazioni per garantire quella sintonia con il PSOE, dopo gli accordi legislativi di quest’inverno, tra i quali occupava un posto di preminenza la politica nella “lotta al terrorismo”.  Chi invece si pronuncia in modo netto è Governo spagnolo e Partido Popular. Oggi il Governo Zapatero ha convocato dirigenti del CNI (servizi segreti), Guardi Civil e Policia Nacional e della  Procura Generale dello stato per studiare i contenuti e passi da intraprendere per contrastare la legalizzazione il nuovo partito della sinistra Indipendentista. Lo ha ripetuto in una intervista alla Cadena Ser il ministro alla presidenza Ramno Jauregui secondo il quale “i tribunali non legalizzeranno la nuova formazione politica” perché a suo avviso dovrebbe esistere una “rottura chiare e per sempre con la violenza”. La segretaria generale del Partido Popular, María Dolores de Cospedal, che il so partito non consentirà che “Batasuna eviti la legge  e partecipi alle elezioni di maggio “ senza un suo “divorzio” da ETA.  Questa dimostrazione di fermezza sulla questione della violenza in realtà dovrebbe essere  inutile sia perché dovranno essere i tribunali a decidere, sulla legalità o meno del nuovo partito, sia perché da ormai un anno la questione era chiara. Il nuovo partito della sinistra indipendentista come scrive oggi il quotidiano Gara “ non si presenterà con un linguaggio ambiguo al riguardo, ma con definizioni chiare e che non eludono le allusioni alla sigla concreta di ETA”.  Partito che, sempre secondo il quotidiano Gara, presenterà una forma e modello organizzativo che si discosterà dalla tradizione storica della sinistra indipendentista. Un cambiamento in profondità che guarda alla sfida strategica del processo democratico e della convergenza delle forze progressiste e  per la sovranità.  Ed è questo l’aspetto che più preoccupa le segreterie dei partiti, anche perché il consenso nel Paese basco a questa opzione politica legalizzata potrebbe scompaginare uno scenario politico che si presume addomesticato alle politiche neoliberali e autonomiste.


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