Irish Republican Marian Price arrested

Veteran republican Marian Price has been arrested by the PSNI. She was arrested in west Belfast today and taken to Antrim interrogation centre. She parted with Sinn Fein around the time of the Good Friday Agreement in 1998, and is now a spokesperson for the hardline 32 County Sovereignty Movement as well as a spokesperson for the Irish Republican Prisoners Welfare Association.
Marian and her sister Dolours played a prominent role in the Provisional IRA’s armed struggle and, along with Sinn Fein’s Gerry Kelly, received a 20 year sentence in 1973.
They immediately went on hunger strike in a campaign to be repatriated to a prison in Ireland. The hunger strike lasted over 200 days, because the hunger-strikers were brutally force-fed by prison authorities.
In November, 2009 she was arrested and interrogated for three days in connection with an attack on the Massereene Barracks in which two British soldiers were shot dead.
On Easter Monday, she attended the 32 County Sovereignty Movement’s annual Easter commemoration in Derry, where a statement was read out by a masked member of the Real IRA.


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SORTU IRROMPE NELLO SCENARIO POLITICO BASCO

Oscurato dall’ondata (improvvisa?) di rivolte popolari nel Magreb e mondo arabo il processo politico basco continua sulla difficile strada della democrazia, una democrazia politica ancora da costruire. Sortu, la nuova formazione politica nata dal dibattito interno alla sinistra indipendentista basca è una dimostrazione di forza. La forza di accettare un terreno, quello imposto dalla legge spagnola sui partiti del 2002, che con l’avvallo del Tribunale Per i Diritti Umani di Strasburgo conferma come le politiche securitarie che dominano l’azione degli Stati nel mondo, abbiano condizionato la giurisprudenza spostando l’ago della bilancia verso un arretramento nelle conquiste dei diritti civili che faticosamente erano state raggiunte dopo decenni di battaglie in Europa. Sortu è di fatto la dimostrazione che sul terreno politico la sinistra indipendentista è pronta a lanciare la sfida democratica del confronto tra diverse, e in alcuni aspetti antagoniste, opzioni politiche. Lo fa assumendo il “rifiuto di qualsiasi forma di violenza a sostegno di un progetto politico, inclusa quella di ETA”. Una dichiarazione contenuta nei suoi statuti che è unica nel suo genere. Nessuna forza politica si è assunta questa responsabilità di dichiarare formalmente questa considerazione della violenza politica. Cosa impossibile del resto. PSOE e PP con il loro bagaglio di “violenza per imporre le proprie opzioni politiche”  passate e presenti GAL e franchismo, Iraq, Afganistan tanto per citarne alcune non possono permettersi di sostenere quanto la sinistra indipendentista basca ha fatto.

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