LA VAL DI SUSA NON SI ARRESTA

Ondata di arresti stamane contro il movimento NO TAV. Almeno 26 gli arrestati in molte città italiane.
In un momento di crisi economica e politica e in un momento in cui il malessere sociale si sta manifestando da nord a sud, ecco puntuale la risposta dello stato. Manette e carcere. Un messaggio non solo ai NO TAV ma a tutti quelli che stanno organizzando iniziative contro questo (non) modello di sviluppo e di uscita da una crisi che si vorrebbe fa pagare ai lavoratori e alle lavoratrici. 

I NO TAV valsusini non si lasciano intimidire e annunciano manifestazioni a tutto campo: a Torino, in Val Susa, ma anche in tante città italiane.

Qui una serie di dichiarazioni dopo gli arresti.

Lele Rizzo

Da Vaie


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KURDISTAN, UN VOTO PER LA DEMOCRAZIA, CASA PER CASA

Ultimi giorni di campagna elettorale in Turchia. Domenica si vota per quelle che tutti definiscono ormai elezioni storiche. A Diyarbakir e in tutte le città kurde si respira un’aria di speranza convinzione che dopo il 12 giugno le cose non saranno più come prima. Nel bene o nel male. Ma in questo momento si preferisce pensare che il nuovo capitolo sarà nel bene. I guerriglieri del PKK sono in posizione di difesa attiva ma potrebbero riprendere le azioni armate dopo il 15 giugno, come ha affermato dal carcere di Imrali (dove è rinchiuso dal 1999) anche il leader kurdo Abdullah Ocalan. Questi però sono giorni in cui si vedono le cose in positivo. Il Blocco per il Lavoro, democrazia e libertà che raccoglie i candidati sostenuti anche dal partito kurdo BDP (Partito della pace e democrazia, che non avendo possibilità di superare l’assurdo sbarramento del 10% ha preferito presentare candidati independenti) è dato dai sondaggi come una delle sorprese di queste elezioni generali. I kurdi partono da 22 deputati ma potrebbero arrivare a 30. C’è chi dice 35.

La campagna elettorale è fatta casa per casa, villaggio per villaggio. In un’elezione che ha tanti simboli sicuramente uno dei più forti è quello rappresentato da Hatip Dicle. Ex deputato del DEP assieme a Leyla Zana (anche lei candidata quest’anno) negli anni ’90, con Zana e altri due deputati è stato arrestato subito dopo le elezioni. Accusati di separatismo i quattro deputati hanno passato dieci anni (la condanna era a 22) di carcere. Usciti nel 2004, Dicle come Zana sono ritornati a fare politica tra la gente. E la repressione non si è fermata un attimo. Hatip Dicle è oggi candidato ma non può fare campagna elettorale. E’ in carcere, detenuto come migliaia di altri politici e attivisti kurdi in quel processo farsa avviato dopo la vittoria del DTP kurdo (prontamente messo fuori legge) alle elezioni amministrative del 2009. Così la campagna elettorale per Dicle la fanno i suoi compagni fuori.

PAESE BASCO VERSO UN NUOVO SCENARIO POLITICO

Pubblichiamo una lettera del presidente del PSE-EE, Jesus Eguiguren, pubblicata oggi dal quotidiano spagnolo El Pais, che ha provocato immediate reazioni da parte dei dirigenti spagnoli del suo partito. Eguiguren, pur essendo presidente del PSE, al governo nella Comunità Autonoma Basca grazie ad un patto con il Partido Popular, ha manifestato in più occasioni il suo dissenso sulla politica di chiusura  nei confronti della sinistra indipendentista basca. Eguiguren è stato protagonista del dialogo con Batasuna fin dal 2002 ed è stato nominato dal PSOE come rappresentante del partito nel dialogo politico del 2006-2007 con Batasuna e PNV. Dopo la presentazione di Sortu, ha sostenuto di essere favorevole a una sua legalizzazione, come del resto hanno fatto i compagni di partito Odon Elorza, sindaco di San Sebastian, e in questi ultimi giorni anche il presidente della CAV, Patxi Lopez. La lettera che oggi pubblichiamo ha già trovato contestazioni da parte del Governo e del PSOE. L’ex ministro della Difesa José Bono ha detto che “Zapatero è più coraggioso che il presidente del PSE”. Il vice segretario del PSOE, José Blanco, che ha detto che non è “una questione di coraggio ma di legalità”. Ramon Jauregui, ministro della Presidenza, e compagno nella direzione del PSE di Eguiguren, risponde che  contro “il terrorismo stiamo facendo le cose con coraggio e bene” . Infine, anche il ministro della giustizia Francisco Caamaño si è affrettato a dire la sua, asserendo che per “il Governo, Sortu è la continuazione di un partito illegalizzato e quindi non può essere iscritto” annunciando un’imminente comunicato del PSE-EE che sancisca la posizione ufficiale del partito. 

POLSO FERMO E MANO TESA – Jesus Eguiguren,

El Pais.“Essere spagnolo non è qualcosa dell’altro mondo”, disse Azaña e gli saltò addosso tutta la destra. Molto prima, Canovas de Castillo disse che “era spagnolo quello che non poteva essere altra cosa”, e gli saltarono addosso i liberali. Io mi sento molto orgoglioso di essere spagnolo, però visto il panorama nazionale mi viene voglia di dire qualcosa di simile. Dopo decenni nei quali la Spagna ha sofferto la ferita sanguinante del Paese Basco, adesso che si intravedono passi decisivi verso la pacificazione, la politica spagnola invece di fare esercizio di responsabilità e prudenza dinnanzi a quanto sta avvenendo, sta vantando la peggiore politica immaginabile. Se si accetta ciò che dice il PP, bene; se si fa ciò che non gli piace, tartassamento e attacco contro il Governo. In materia antiterrorista Zapatero, per mancanza di coraggio, ha optato per non infastidire la destra.

CONVENZIONE CONTRO LE BOMBE A GRAPPOLO

Oggi entra in vigore la Convenzione che proibisce l’impiego, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di armi a submunizioni,

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