Amburgo 3-4-5 febbraio: modernità capitalista e la questione kurda,

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Muzaffer Ayata parlerà invece di kurdi e nuove idee per un medio oriente in cambiamento.  
Spiegano gli organizzatori della conferenza che l’idea di questa tre giorni è nata anche dalla necessità di creare una piattaforma di discussione dove esperienze diverse potessero essere messe a confronto con l’intenzione di uno scambio che arricchisca le lotte da una parte ma anche chi teorizza un’alternativa al capitalismo.
In questo senso, tra i teorici un posto di rilievo, seppure in condizioni di cattività, continua a averlo il leader kurdo Abdullah Ocalan (dal 1999 rinchiuso nel carcere turco di Imrali). Proprio a Amburgo verrà presentata la road map che il leader del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) ha scritto in carcere e che era stata di fatto “sequestrata” dalle autorità. A Ocalan (con il quale lo stato turco ha avuto colloqui fino a non troppi mesi fa) viene negato di vedere i suoi avvocati da luglio dello scorso anno.  
Chiuderà la conferenza, domenica 5, l’intervento della co presidente del BDP (Partito della Pace e Democrazia) Gulten Kisanak. Il BDP, con i suoi 35 deputati (cinque in carcere e uno privato del suo mandato) sta spingendo per un processo di dialogo per risolvere la questione kurda, nonostante il partito di governo, l’AKP (Partito della Giustizia e Sviluppo) del premier Recep Tayyip Erdogan sembri intenzionato a continuare con la guerra da una parte e la repressione politica dall’altra. Dal 2009 sono stati arrestati oltre 6200 esponenti del BDP, e negli ultimi tre mesi sono finiti in carcere 35 giornalisti kurdi, 46 avvocati (quasi tutti kurdi), oltre cento intellettuali che hanno partecipato a iniziative del BDP.


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