Etxerat: che ritornino a casa (video)

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750 prigionieri e prigioniere politiche basche detenuti in una ottantina di carceri dello stato spagnolo e francese. Centinaia di migliaia di chilometri ogni anno devono compiere i familiari ed amici per visitare i loro cari.  16 persone sono morte  in questi ultimi 20 anni di estenuati viaggi dovuti alle politiche di dispersione attuate dal governo spagnolo. 16 milioni di ogni anno spesi per lottare contro l’isolamento e la volontà delle autorità spagnole e francesi di minare la coesione di un collettivo che rivendica diritti umani e politici stabiliti dalle convezione europee che i de stati hanno sottoscritto.  Ma solidarietà continua, come testimonia la manifestazione di 40 mila persone a Bilbao il 2 gennaio scorso. Etxerat ha prodotto un video che è un messaggio di passione, d’amore e di denuncia. Perché il conflitto che ha provocato sofferenza da ambedue le parti ritrovi il dialogo come punto d’incontro.

Per vedere il video di Etxerat clicca qui


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COLPI DI STATO A LA TURCA

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Una cinquantina di generali e colonnelli turchi in pensione e in servizio sono stati arrestati ieri in una nuova operazione di polizia. Gli arresti sono stati ordinati dai giudici che indagano su due presunti piani di colpi stato, Balyoz (mazza) e Kafes (gabbia). Anche questi golpe rientrerebbero nelle operazioni clandestine di Ergenekon, la cosiddetta gladio turca. I due piani per rovesciare il governo risalgono al 2003 e 2004.

Tra gli arrestati ci sono nomi di spicco della nomenclatura dell’esercito turco. Personaggi di un passato molto recente e che una volta in pensione avrebbero continuato a esercitare pressioni e potere nel tentativo di sconvolgere la vita politica turca. Il generale Ibrahim Firtina (un cognome simbolicamente indicativo, tempesta), comandante dell’areonautica in pensione, già interrogato a gennaio nell’ambito dell’inchiesta Ergenekon. Firtina è stato arrestato a Ankara ma la polizia ha perquisito abitazioni e eseguito ordini di cattura in quattordici città. Tra gli arrestati anche il generale Engin Alan, salito alle cronache per aver guidato l’operazione che nel 1999 ha portato all’arresto del leader del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan), in Kenya. Ma Alan aveva già diretto anche l’operazione Yarasa (pippistrello) che portò alla cattura di uno dei comandanti del Pkk, Semdin Sakik. Quindici anni fa Alan era stato attaché militare a Baku e era stato implicato in un tentato colpo di stato contro l’allora governo dell’Azerbajan. In uno dei documenti relativi al golpe ‘Cage’, rinvenuti dalla polizia nel computer del colonnello in pensione Levent Bektas, Alan è definito “partner fidato”.

Il colpo di stato denominato Balyoz è venuto alla luce a gennaio, grazie alle indagini e alle rivelazioni del quotidiano Taraf. Forse il golpe più elaborato, perché oltre al rovesciamento del governo, a diversi omicidi (gli obiettivi erano giornalisti, politici) prevedeva anche un attentato a una delle più grandi moschee di Istanbul durante la preghiera del venerdì. Balyoz aveva anche una sorta di sotto-golpe, denominata Oraj (bufera) che prevedeva l’abbattimento di un jet turco per alimentare i dissidi con la Grecia .

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