Se l’onda ci travolge. Nuovo cinema tedesco – Myriam Mereu

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E’ possibile che nella Germania dei nostri giorni nasca una nuova autocrazia?
Autocrazia deriva dal greco autos, “singolo”, e cratos, “potere, governo”. Il potere dell’uomo solo, come spiega Reiner Wegner ai suoi studenti, è alla base di ogni dittatura che si “rispetti”. Lo stesso professore chiederà ai suoi alunni: potete farmi un esempio concreto di autocrazia? Il Terzo Reich di Adolf Hitler, risponde il ragazzo turco. L’Italia di Berlusconi, verrebbe da rispondere agli italiani sani di mente che stanno guardando il film di Dennis Gansel. Il cinema tedesco degli anni duemila ha riproposto, in chiave fictionalizzata, adattandolo al suo sistema sociale , un esperimento condotto in un liceo statunitense nel 1967, volto a dimostrare che la nascita di una dittatura in un Paese democratico è ancora possibile. Il film di Gansel ci trascina in un mondo, seppure fittizio, dove basta l’autoconvinzione di pochi esaltati per creare gli abominevoli presupposti di un regime, forma di governo tutt’altro che scongiurata nei Paesi del “sud” del mondo, dove anzi trova la sua massima espressione. Ma quello di Gansel non è un esperimento: è un’opera cinematografica che merita il plauso della critica mondiale per l’intelligenza, la maturità, l’acutezza e la sensibilità che ne reggono l’impianto narrativo, e per l’importante messaggio che veicola. Da un punto di vista strutturale, colpisce il crescendo che caratterizza la sceneggiatura, un movimento ascendente che conduce alla inesorabile climax drammatica. Qualcuno ha visto ne L’Onda un nuovo Elephant. E il paragone non suona come una imprecazione se pensiamo all’intenzione dei due film, non alle loro componenti drammaturgiche né alle rispettive sinopsi. Nel film di Van Sant, i due ragazzini colpevoli della strage alla Columbine erano animati dallo stesso sentimento di odio sprezzante e dalla stessa insoddisfazione che vediamo alimentare la delirante corsa dell’Onda, che travolge e risucchia anche gli scettici. Chi non la cavalca e ne disprezza l’ideologia, viene allontanato, emarginato, deriso. è esattamente quello che succede a Karo e Mona, due studentesse che osano fermare la dirompente forza del nuovo movimento, la cui organizzazione ricorda i partiti neonazisti veri. I membri dell’Onda non sono consapevoli della sconcertante metamorfosi che li sta logorando, così come le vittime del massacro della Columbine non potevano immaginare cosa gli sarebbe capitato in una giornata di aprile come tante altre… I ragazzi tedeschi che danno vita al movimento, inizialmente vissuto come un semplice esperimento, non si rendono conto della preoccupante portata dei loro gesti e delle terribili conseguenze che ne deriveranno. Rassicurati da un motto unico e calzante – l’unione fa la forza – gli studenti incarnano un modello sociale che disprezza le diversità, anzi le annulla, e non permette al singolo di agire liberamente, per timore che l’unità del gruppo si sfaldi e perda il suo vigore.
Dennis Gansel punta il dito contro le nascenti forme di discriminazione, sociale, culturale, politica, ideologica, che generano un pensiero assoluto e totalizzante e degenerano nella più sfrenata e folle violenza, anche attraverso l’uso propagandistico dei social network e dei blog. L’Onda non è un film di fantascienza, né un horror insensato: è l’analisi cinematografica di una realtà sempre più dilagante, figlia dell’ignoranza e della superficialità degli autocrati ancora in vita, che solo la spinta naturale delle generazioni a venire spazzerà via.
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