MESSICO: ACCUSE AGLI STATI UNITI

Loading

Il segretario agli Interni messicano, Fernando Gomez Mont, ha chiesto agli Stati Uniti di assumere “la vergogna di vendere le armi con le quali assassinano i messicani in questo peese”, attraverso una violenza alimentata “dalla domanda” di droga dagli Stati Uniti. Non è la prima volta che il governo messicano alza la voce con il potente vicino a causa della guerra del narcotraffico che dalla avvento al governo di Felipe Calderon ha provocato circa 23 mila morti. Le risposte del Governo americano fino ad ora sono state fatte con vecchie ricette come quella avanzata dall’ex presidente statunitense, Bll Clinton, su una “Piano Messico” per combattere il narcotraffico. Un precedente fu il “Plan Colombia” che presentato come uno strumento per combattere il narcotraffico si è rivelato in realtà un piano per il controllo politico dell’area e per accrescere le violazioni dei diritti umani nel paese latinoamericano. Ad accrescere il malumore delle autorità messicane è arrivata anche la decisione del governo federale dell’Arizona di imprimere un giro di vite sulle politiche d’immigrazione con una serie di misure di carattere razzista. Le dichiarazioni di Fernando Gomez Mont, giungono dopo l’ennesima imboscata dei commandos dei cartelli del narcotraffico, che a Ciudad de Juarez, ha provocato la morte di quattro persone. Obiettivo dell’attentato era la segretaria alla Sicurezza Pubblica dello stato messicano di Michoacan. Nonostante lo schieramento di decine di migliaia di soldati dell’ esercito e della polizia federale i cartelli del narcotraffico mostrano una grande capacità di fuoco come a ricordato Gomez Mont. “Nelle ultime settimane la dinamica della violenza è cambiata” provocando diverse vittime tra i militari ed i poliziotti. Interpellato sulla proposta di Bill Clinton, Gomez Mont ha detto che “i piani e le risposte dello Stato contro la violenza devono nascere dallo Stato messicano”.


Related Articles

24 GENNAIO GIORNATA DELL’AVVOCATO PERSEGUITATO

Loading

IL 24.1.2012 DALLE 15 ALLE 17
PRESIDI DAVANTI ALL’AMBASCIATA TURCA
in Roma, Via Palestro, 28
E DAVANTI AL CONSOLATO TURCO
in Milano, Via Larga, 19.
Gli avvocati europei protestano in tutta Europa (L’Aja, Amsterdam, Berna, Berlino, Dusseldorf, Amburgo, Parigi, Bruxelles, Roma, Milano, Barcellona, Madrid e in altre città) contro gli arresti infondati ed illegali e gli ostacoli all’attività degli avvocati in Turchia.

Quest’anno la giornata dell’avvocato perseguitato è dedicata agli avvocati della Turchia che sono stati perseguitati ed arrestati per ragioni politiche, e gravemente ostacolati nella loro attività professionale.

L’ORRORE DELLE FOSSE COMUNI IN TURCHIA

Loading

I kurdi sono in strada da diverse settimane per rompere il silenzio del governo turco e dell’Unione europea dopo la

COLOMBIA: DIALOGO PER FERMARE L’ORRORE

Loading

Piedad Cordoba è senatrice per il Partito Liberale colombiano e impegnata da anni per soluzione politica e umanitaria del conflitto

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment