SINDACATI BASCHI CONTESTANO LA FINANZIARIA
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Gara Più di duemila delegate e delegati della maggioranza sindacale basca formata dai sindacati ELA, LAB, STEE-EILAS, EHNE e Hiru, hanno preso parte ieri a Vitoria-Gasteiz ad una manifestazione per protestare contro le politiche economiche del Governo autonomo basco guidato dai socialisti del PSE con l’appoggio del PP, contenute nella finanziaria della CAV per il 2011
Il segretario di ELA, Adolfo Munoz “Txiki”, ha ricordato che l’insieme della UE sta subendo le regole “del capitalismo allo stato puro” che a suo avviso non è altro che un vero e proprio “saccheggio dei diritti sociali e salariali”. Per questo rivendicò “una redistribuzione più giusta della ricchezza che di priorità la solidarietà”, per questo ha aggiunto Munoz “non c’è altra alternativa che la mobilitazione”. La segretaria di LAB, Ainhoa Etxaide, ha affermato che questa finanziaria è “un furto alla società e alla classe lavoratrice” ed è “antidemocratica perché è stata fatta per 1,6% della popolazione che accumula il 44% della ricchezza che viene creata”. Munoz e Etxaide sono anche intervenuti sulla vicenda riguardante le cosiddette “vacanze fiscali” vale dire le detrazioni di imposte alle imprese che negli anni 90 hanno caratterizzato la politica economica dei Governi autonomi basche che poche settimane fa sono state “condannate” al pagamento di una multa di milioni di euro da pare della UE. Per Etxaide questa politica ha “condonato” centinaia di milioni di euro agli impresari. Munoz da parte sua ha stimato gli aiuti non restituiti delle “vacanze fiscali” in 750 milioni di euro 2più del doppio degli aiuti destinati ad appoggiare chi è povero visto che questa partita nelle finanziaria è di 340 milioni di euro”
La pressione fiscale spagnola è la più bassa tra i paesi della OCSE
Dal 2007 al 2009 la pressione fiscale nello stato spagnolo è scesa dal 37,3% al 30,7% la più alta decrescita registrata in questo periodo secondo lo studio “Revenue Statistics”. Questa diminuzione è più marcata in nelle provincie basche fatto che ha portato la maggioranza sindacale basca a denunciare che “si è imposto la stessa politica fiscale dell’ Irlanda per beneficiare i redditi alti e pregiudicare i lavoratori”.
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Radio Città Aperta. In casi analoghi le corti di Nord Irlanda, Gran Bretagna e Francia avevano deciso che non vi erano elementi sufficienti a consegnare a Madrid dei giovani attivisti baschi arrestati nei rispettivi paesi sulla base di un ordine di cattura europeo spiccato dalla magistratura spagnola. Che la persecuzione di Madrid nei confronti dei giovani indipendentisti baschi sia tutta politica e infondata dal punto di vista giuridico comincia ad essere noto anche in quei paesi che pure collaborano, e attivamente, con la cosiddetta “lotta al terrorismo” di Madrid. Ma i magistrati italiani non hanno seguito l’esempio dei loro omologhi di Londra, Belfast e Parigi ed in più occasioni hanno accordato alle autorità spagnole la consegna di Zurine, Artzai e Fermin, tre giovani arrestati a Roma lo scorso 10 giugno mentre si apprestavano a tenere una conferenza stampa per informare i media italiani sulla loro condizione di perseguitati politici. Neanche il fatto che il Procuratore Generale Otello Lupacchini, che nell’udienza in Corte d’Appello dello scorso 8 settembre rappresentava l’accusa, abbia chiesto ai giudici di rigettare la consegna, ha fatto desistere la Cassazione dal respingere il ricorso presentato dallo stesso Lupacchini lo scorso 16 settembre.
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