Families visited Öcalan and 3 other prisoners in Imrali after 6 months

Families visited Öcalan and 3 other prisoners in Imrali after 6 months

According to Asrin Law Office, family members of Imrali prisoners have visited their relatives. For the first time after six months in total isolation, Abdullah Öcalan and his fellow prisoners Ömer Hayri Konar and Veysi Aktaş were able to receive visits from their relatives on the prison island in the Sea of Marmara. This was announced on Twitter on Tuesday by the Istanbul based Asrin Law Office, which represents Abdullah Öcalan since his abduction from Kenya to Turkey 21 years ago in violation of international law and the three other inmates on Imrali.

For what reasons Hamili Yıldırım did not receive a family visit is unclear. Information on the health and security situation of the Imrali prisoners has also not been disclosed yet.

Last Thursday, the Turkish government announced that a fire broke out on Imrali island. The Kurdish people took to the streets and organised massive demonstrations to express its concern about Öcalan and his fellow prisoners throughout Europe and Kurdistan. Particularly in view of the fact that the authorities had been denying lawyers’ and family members’ access to the island since August, there had been protests worldwide for days.



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Radio Città Aperta. In casi analoghi le corti di Nord Irlanda, Gran Bretagna e Francia avevano deciso che non vi erano elementi sufficienti a consegnare a Madrid dei giovani attivisti baschi arrestati nei rispettivi paesi sulla base di un ordine di cattura europeo spiccato dalla magistratura spagnola. Che la persecuzione di Madrid nei confronti dei giovani indipendentisti baschi sia tutta politica e infondata dal punto di vista giuridico comincia ad essere noto anche in quei paesi che pure collaborano, e attivamente, con la cosiddetta “lotta al terrorismo” di Madrid. Ma i magistrati italiani non hanno seguito l’esempio dei loro omologhi di Londra, Belfast e Parigi ed in più occasioni hanno accordato alle autorità spagnole la consegna di Zurine, Artzai e Fermin, tre giovani arrestati a Roma lo scorso 10 giugno mentre si apprestavano a tenere una conferenza stampa per informare i media italiani sulla loro condizione di perseguitati politici. Neanche il fatto che il Procuratore Generale Otello Lupacchini, che nell’udienza in Corte d’Appello dello scorso 8 settembre rappresentava l’accusa, abbia chiesto ai giudici di rigettare la consegna, ha fatto desistere la Cassazione dal respingere il ricorso presentato dallo stesso Lupacchini lo scorso 16 settembre.

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