USA: SI A HONDURAS GOLPISTA NELLA OEA

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Nella quarantesima Assemblea della Organizzazione degli Stati Americani (OEA), gli Stati Uniti hanno perorato la causa dei reintegro dell’Honduras nella organizzazione americana dopo l’espulsione a causa del golpe del 2009. Per la segretaria di stato statunitense, Hillary Clinton, la riammissione dell’Honduras è d’obbligo visto “ l’impegno forte” con l’ordine costituzionale e la democrazia. Clinton si riferisce al nuovo governo nato dalle elezioni volute dal regime golpista di Micheletti e che hanno portato al governo Porfirio Lobo. Per Hillary Clinton il continente americano “deve guardare avanti e dare il benvenuto a Honduras” Di diverso avviso l’altro colosso americano, sempre meno emergente e sempre più consolidato, il Brasile che si è trovato nuovamente in contrasto con la politica statunitense dopo la proposta di mediazione sulla vicenda del nucleare iraniano.  Il segretario generale della cancelleria  brasiliana, Antonio de Aguilar Patriota, ha detto che “il reingresso della Honduras nella OEA deve essere associato con misure specifiche per la ridemocratizzazione e l’applicazione dei diritti e garanzie fondamentali”.  L’esponente brasiliano ha inoltre detto che “è essenziale creare le condizioni per una piena partecipazione del ex presidente Manuel Zelaya, defenestrato con il golpe, alla vita politica dell’ Honduras”. Il Fronte nazionale di Resistenza honduregno che si batte  contro il regime golpista e che chiede processo politico democratico attraverso una nova assemblea costituente, denuncia la continua violazione dei diritti umani e l’uccisione di contadini, sindacalisti e giornalisti. Una tesi confermata dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) che durante una visita realizzata in Honduras dal 15 al 19 maggio ha “constatato che continuano le violazioni dei diritti umani nel contesto del colpo di stato”.Nella quarantesima Assemblea della Organizzazione degli Stati Americani (OEA), gli Stati Uniti hanno perorato la causa dei reintegro dell’Honduras nella organizzazione americana dopo l’espulsione a causa del golpe del 2009. Per la segretaria di stato statunitense, Hillary Clinton, la riammissione dell’Honduras è d’obbligo visto “ l’impegno forte” con l’ordine costituzionale e la democrazia. Clinton si riferisce al nuovo governo nato dalle elezioni volute dal regime golpista di Micheletti e che hanno portato al governo Porfirio Lobo. Per Hillary Clinton il continente americano “deve guardare avanti e dare il benvenuto a Honduras” Di diverso avviso l’altro colosso americano, sempre meno emergente e sempre più consolidato, il Brasile che si è trovato nuovamente in contrasto con la politica statunitense dopo la proposta di mediazione sulla vicenda del nucleare iraniano.  Il segretario generale della cancelleria  brasiliana, Antonio de Aguilar Patriota, ha detto che “il reingresso della Honduras nella OEA deve essere associato con misure specifiche per la ridemocratizzazione e l’applicazione dei diritti e garanzie fondamentali”.  L’esponente brasiliano ha inoltre detto che “è essenziale creare le condizioni per una piena partecipazione del ex presidente Manuel Zelaya, defenestrato con il golpe, alla vita politica dell’ Honduras”. Il Fronte nazionale di Resistenza honduregno che si batte  contro il regime golpista e che chiede processo politico democratico attraverso una nova assemblea costituente, denuncia la continua violazione dei diritti umani e l’uccisione di contadini, sindacalisti e giornalisti. Una tesi confermata dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) che durante una visita realizzata in Honduras dal 15 al 19 maggio ha “constatato che continuano le violazioni dei diritti umani nel contesto del colpo di stato”.


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