I NEED SPAIN?

Si era presentato come il Governo della concordia, quello del PSE di Patxi Lopez, che avrebbe combattuto la logica dei “fronti”, etc, etc. I fatti, come la natura dei protagonisti, non potevano dare altro risultato che…l’opposto. Vinte delle elezioni perché escluso uno dei partecipanti, la sinistra indipendentista, PSE e PP hanno stretto un patto di ferro per fare della CAV una comunità spagnola come le altre. Questa ossessione alla spagnolità della comunità autonoma basca ha raggiunto ogni angolo della politica, della cultura, dello sport. Dalle previsioni del tempo, via quelle per le sette province, alle sigle sulle uniformi della Ertzantza,  dal “rinnovamento della EITB”, televisione pubblica basca, con un crollo del 50% dell’audience, con programmi come “il discorso del RE” di fine anno, fino allo sport, con la voglia di vedere le “furie rosse” calciofile e la Vuelta ciclistica a Espana in terra basca. Mentre per le “selezioni sportive basche”, sulla falsariga di quelle gallesi, scozzesi, nord irlandesi ostracismo totale.  Adesso arriva la promozione turistica associata Spagna-Euskadi, con lo slogan “I need Spain”. Più chiaro di così…Ad onor del vero come scrive il conservatore Diario Vasco, come ogni buona campagna pubblicitaria un risultato questa iniziativa del Governo di Patxi Lopez l’ha ottenuta: far parlare di se ma per adesso in Euskal Herria, viste le levate di scudi che ha provocato quella che sembra proprio una…. provocazione. Il portavoce del PSE José Antonio Pastor dice che “le critiche sono infantili e rispondono ad una ossessione malata per differenziarsi da Espana”, o forse sono una contestazione all’idea che dopo la Spagna…il nulla. Ora bisognerà verificare se i “turisti” attratti dallo slogan in terra basca saranno delusi dal constatare che da quelle parti la “necessita della Spagna”, per la miopia, e ossessione, dei suoi governanti, lascia molto a desiderare.


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