COLOMBIA: ESECUZIONI SENZA FINE
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Il corpo senza vita del dirigente colombiano della Organizacion Nueva Florida, Beto Ufo Pineda è stato ritrovato nella zona rurale di Popayan, capitale del dipartimento di Cauca (sudest della Colombia) E’ il secondo difensore dei diritti umani che viene assassinato in meno di 24 ore.
Secondo la Consultoria para los Derechos Humanos y el Desplazamiento (Codhes), Pineda “era sottoposto a misure di protezione” e denuncia che un’altra dirigente dei profughi di Popayan,Olga Castano, “è stata aggredita fisicamente”, da uno sconosciuto in una via centrale della città. Ufo Pineda è morto a causa di varie ferite d’arma bianca e con la sua morte salgono a 38 i dirigenti dei profughi interni uccisi dal 2002 in Colombia.
Il deputato colombiano Ivan Cepeda ha denunciato l’assassinio della delegata dei Diritti Umani, Norma Irene Perez, che ha partecipato nelle deposizioni sulla fossa comune de La Macarena, considerata la più grande dell’America Latina. La donna, madre di quatto bambini, è stata trovata morta con sei colpi d’arma da fuoco. Secondo il Codhes e la Chiesa Cattolica più di quattro milioni di colombiani hanno dovuto lasciare le loro terre a causa del conflitto interno armato colombiano. E secondo un documento diffuso martedì scorso dalle Nazioni Unite quest’anno sono stati registrati altre 7500 persone costrette a lasciare le loro terre.
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LA TERRA RESTITUISCE I NOSTRI FIGLI
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Per la 356 volta le Madri del Sabato riunite davanti l’alta scuola Galatasaray, nel cuore di Istanbul hanno organizzato un sit-in per chiedere giustizia per i loro cari che sono stati rapiti e fatti sparire dagli organi della gendarmeria o uccisi da ‘killer sconosciuti’. Le madri nei loro discorsi hanno ricordato che i resti dei
AMAIUR, SINISTRA BASCA PER LE ELEZIONI DEL 20 NOVEMBRE
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Con un nome dai richiami antichi e simbolici Amaiur, località nel Alto Batzan navarro dove nel 1522 ci fu l’ultima resistenza del Regno di Navarra alla conquista spagnola, la coalizione della sinistra per la sovranità basca si presenta alle elezioni legislative spagnole del 20 novembre affinché “Euskal Herria si presenti come popolo dinnanzi allo Stato spagnolo”.
Visti i trascorsi delle partecipazioni nel parlamento spagnolo delle formazioni che compongono la coalizione, nel documento presentato ieri alla stampa, Amaiur sottolinea quali saranno gli obiettivi della sua presenza.
“La nostra azione avrà come obiettivo rivendicare i diritti nazionali che corrispondono a Euskal Herria soprattutto sul riconoscimento nazionale e diritto a decidere”, afferma la coalizione della sinistra basca. Se questa è la motivazione quadro di principio, la strategia politico sociale ed economica delinea una proposta ed azione politica miranti a articolare una serie di misure economica e sociali progressiste per la società basca.
“Dinnanzi alla grave crisi situazione causata dalla crisi economica che stiamo subendo, le politiche socioeconomiche, che si ripercuotono sulle/sui lavoratrici/lavoratori baschi e i settori meno abbienti della nostra società, saranno al cantro della nostra attenzione. I rappresentanti della coalizione esigeremo con forza un Ambito Basco di Relazioni Lavorative che permetta alle istituzioni ed agli agenti economici e sociali baschi disporre degli strumenti di competenza giuridica per stabilire politiche sull’occupazione e di protezione sociale sovrane; difenderemo misure a favore del lavoro degno e di qualità e lotteremo per l’uguaglianza effettiva e reale di tutte le persone (..) verranno promosse politiche pubbliche che rafforzino la garanzia sociale difendendo allo stesso tempo in modo in equivoco servizi pubblici in educazione, sanità e politiche sociali”. Particolare attenzione viene data alla “sostenibilità ambientale ed ecologica come guida per tutta la nostra azione politica e la difesa di quelle strutture ed infrastrutture sociali che aiutino a definire Euskal Herria” e quindi anche “ad ottenere il riconoscimento immediato che spetta alla euskara e alla cultura basca”.
