MANIFESTAZIONE DI BILBAO: ANNULLATA LA CONVOCAZIONE. CONFERENZA STAMPA (VIDEO)

Conferenza stampa Bilbao Café Antzokia 11 settembre ore 18 clicca qui (in spagnolo e euskara)

I convocanti la manifestazione per la libertà d’espressione e per tutti di diritti hanno annullato la manifestazione e hanno lanciato un appello a non andare a Bilbao per no cadere in provocazioni.

 Sabin Intxaurraga, Imanol Olabarria, Begoña Campo, Iñaki Zarraoa, Ander Rodríguez y Jone Goirizelaia chiedono, “con responsabilità e con determinazione” di non accedere a Bilbao questo pomeriggio e si appellano alla cittadinanza a non cadere in provocazioni.

Dinnanzi alla nuova sfida dell’Audiencia Nacional spagnola, annullano la convocazione che si prevedeva con una grande affluenza in difesa dei diritti fondamentali e che è stata proibita “con la scusa di frodare la legge”.

I convocanti sottolineano che “l’autentica frode alla legge è l’utilizzazione di un tribunale speciale  di Madrid, contro il principio di sicurezza giuridica, contro il principio d legalità e attuando contro il diritto fondamentale alla difesa. E tutto questo – sottolineano –per proibire l’esercizio di un diritto fondamentale”.

Per questo “con responsabilità e con determinazione” chiedono alla cittadinanza basca a non andare a Bilbao per “non cadere in provocazioni” e “ evitare scontri”.

 

Di seguito le notizie che hanno portato all’ annullamento Della manifestazione prevista per oggi e che era stata convocata l’11 giugno scorso.

10 settembre 2010. Dopo il divieto imposto dalla Audiencia Nacional alla manifestazione indetta da Adierazi EH!, che viene accusata di “appoggiare la strategia di ETA”, partiti che avevano aderito alla manifestazione come EA, Aralar, Alternatiba, sinistra indipendentista hanno invitato i cittadini e cittadine  baschi a partecipare alla manifestazione che si terrà sempre a Bilbao. Una nuova richiesta è stata presentata al Governo autonomo basco. In una conferenza stampa l’ex assessore alla Giustizia del Governo autonomo basco, Sabin Intaurraga (EA) Bego Campo (Aralar), Ander Rodríguez (Alternatiba), Jone Goirizelaia (sinistra indipedenstista)  l’ex sindaco di Getxo, Iñaki Zarraoa (PNV) hanno lanciato un appello alla cittadinanza a manifestare domani sabato in una manifestazione per “Liberta d’espressione, tutti i diritti per tutti e tutte”.

Questa azione di protesta civile senza precedenti nel Paese basco, per la pluralità dei movimenti e partiti che l’appoggiano, giunge pochi giorni dopo l’annuncio di ETA sul proseguimento della sospensione dell’ attività armate deciso mesi addietro e la successiva risposta di chiusura del Governo spagnolo. Il ministro degli Interni Rubalcaba  aveva ammonito che la politica “antiterrorista” no sarebbe cambiata. Ed infatti la proibizione della manifestazione indetta dalla piattaforma sociale e politica Adierazi EH conferma che  è in atto una manovra politica per negare o per lo meno allontanare nel tempo l’assunzione da parte del Governo spagnolo di una politica diversa, ineludibilmente dialogante, rispetto al conflitto basco spagnolo. L’adozione del “codice penale del nemico” come giurisprudenza per togliere diritti civili e politici a persone che ne hanno legalmente diritto, come quelle che hanno costituito Adierazi EH e che hanno chiesto l’autorizzazione per la manifestazione, sta rivelando la deriva in termini di liberta e diritti civile nella quale ormai da anni sta volutamente scivolando lo Stato spagnolo. Che ci sia una motivazione politica dietro queste decisioni giudiziarie trova giustificazione nel fatto che la manifestazione era stata indetta nel giugno di quest’anno e solo tre giorni prima del suo svolgimento, vale dire tre mesi dopo la richiesta, prima il Procuratore dell’Audiencia Nacional, Javier Zaragoza, e poi il giudice dello stesso tribunale, Ismael Moreno, sanciscono la proibizione della manifestazione. Il fatto che vi avessero aderito 42 partiti, sindacati e associazioni di diversa collocazione ideologica non  è stato tenuto volutamente presente nel momento di mettere la sentenza di proibizione. La risposta delle forze politiche, legali, nel convocare una nuova manifestazione nella stessa citta, Bilbao ed alla stessa ora testimonia come nel Paese basco stiamo assistendo ha una svolta epocale di un conflitto che sotto diverse forme dura ornai da più di mezzo secolo.

Sabato 11 settembre Talkingpeace seguirà lo svolgimento della manifestazione.

NEGARE L’EVIDENZA (9 settembre 2010)

Dopo il ministro degli Interni spagnolo, Rubalcaba e dello stesso presidente del Governo, Zapatero, oggi tocca alla magistratura spagnola mettere in atto, per ora, il rifiuto a qualsiasi gesto di distensione nel conflitto basco spagolo. Il Fiscal Jefe de la Audiencia Nacional spagnola Javier Zaragozza ha presentato un esposto al giudice titolare della Sala Seconda del tribunale speciale spagnolo, Ismael Moreno, affinché proibisca la manifestazione indetta per sabato prossimo a Bilbao dall’ organismo  Adierazi EH! con lo slogan “Tutti i diritti per tutte le persone in tutto il Paese Basco”.  Per il procuratore capo dell Audiencia Nacional  “la manifestazione in questione è stata convocata con il proposito di appoggiare la strategia della organizzazione terrorista e di giustificare le azioni dei suoi membri”. Per questo chiede al giudici che ordini alla Consejeria (assessorato) degli Interni di Lakua (Governo della CAV) di “impedire la manifestazione”. Il motivo di questa richiesta dice esplicitamente il procuratore Zaragozza risiede nel fatto che questa marcia ha l’appoggio di “storici dirigenti” di quello che definisce “fronte politico istituzionale di ETA”, tra i quali cita Tasio Erkizia e amministratori municipali della “illegalizzata Accion Nacionalista Vasca” come la sindaca di Hernani  Marian Beitialarrangoitia, y il sindaco di Elorrio, Niko Moreno.

Insistendo su questa linea accusatoria Javier Zaragozza presenta come argomento accusatorio la candidatura della persona che ha presentato la richiesta per la manifestazione nelle liste elettorali di Herri Batasuna e Euskal Herritarrok dal 1990 al 1998. Inoltre nello scritto presentato in cui si chiede la proibizione della manifestazione si sostiene che Adierazi EH! è una iniziativa popolare che ha le stesse finalità di EHAK, ANV, D3M, Askatasuna y Bateragune, partiti, liste o presunte piattaforme, il caso di Bateragune, il legalizzate, vale a dire come “muro popolare contro la repressione” che “pretende l’accumulazione di forze favorevoli all’indipendentismo e per la sovranità”.

Delitto penale d’autore

Tutte motivazioni queste che inquisiscono sulla ideologia di persone che aderiscono a una manifestazione che, per la stessa legislazione spagnola vigente, hanno garantiti, fino ad oggi, tutti diritti civili e politici. Le stesse motivazioni che sarebbero alla base, secondo il procuratore spagnolo, della iniziativa di  Adierazi EH!,  contro la repressione e accumulazione di forze, non rappresentano alcun delitto, sempre secondo la stessa legislazione spagnola vigente.  Del resto non meno di un mese fa un’altro giudice dell’Audiencia Nacional, Andreu, per la prima volta aveva respinto una analoga richiesta di proibizione in quella occasione per una manifestazione a San Sebastian, che aveva come obiettivo lo stesso della manifestazione di Bilbao.  Il giudice Andreu motivò l’autorizzazione della manifestazione con il fatto che le informative della polizia si limitavano a descrivere gli antecedenti delle persone convocanti e le loro “passate adesioni” a organizzazioni illegalizzate, dati dai quali “non si può inferire  l’esistenza di illecito penale” poiché, sostenne il giudice, in nessun momento si fa riferimento a che nell’atto previsto si vadano a realizzare azioni di apologia di ETA o del suo ambito. “Con il solo contributo di questi dati non è possibile la limitazione dei diritti che si pretende, pena incorrere nella applicazione di quello che si è dato a conoscere come “diritto penale d’autore”.  L’iniziativa del procuratore spagnolo può essere letta nella particolare organizzazione della magistratura spagnola che vede la nomina dei suoi massimi organi da parte del potere esecutivo. Fu cosi anche per Javier Zaragozza, ex Procuratore antinarcotici, che venne nominato dal Consiglio de Ministri del Governo Zapatero nel maggio  2006 quale procuratore capo dell’Audiencia Nacional su indicazione del Procurare generale  Candido Conde Pumpido. Il fatto che la risposta alla richiesta della sinistra indipendentista basca rivolta al Governo spagnolo di abrogare di fatto la legge sui partiti come gesto di buona volontà all’annuncio di ETA di sospensione della attività armata sia stata negativa, è in sintonia con l’iniziativa adottata dal procuratore capo dell’Audiencia Nacional.  Cosa deciderà il giudice Moreno, non è ancora dato a sapere però il significato politico della richiesta di proibizione testimonia come Madrid non riesca ancora a trovare il bandolo della matassa per trovare una propria strategia ad un cambiamento profondo dei parametri in cui si è articolato fino ad oggi il conflitto basco spagnolo.  La sintonia poi della risposta “negativa” del PSOE e del PNV all’annuncio di ETA ma soprattutto ad indicare nella sinistra indipendentista il soggetto che dovrebbe fare “altri passi”, prefigura una riedizione del patto tra i due partiti. Sia in funzione spagnola, nel dibattito sulla finanziaria che ci sarà tra poche settimane il PSOE ha fondamentale bisogno dei voti del PNV per proseguire al governo in questa legislatura, sia in funzione basca visto il consolidarsi sempre più di un polo per la sovranità progressista che ha tutte le carte in regola per competere, se il processo democratico sarà definitivo, socialmente ed anche elettoralmente per l’egemonia politica nelle province basche.  Eppure sia nel PSE che nel PNV c’è chi non sembra trovarsi perferttamente a suo agio in questa politica del rifiuto. Julen Eguiguren, sempre lui, presidente del PSE torna a farsi sentire sostenendo che se da un lato il Goveno spagnolo fa bene a mantenre la politica della fermezza nei confronti di Batasuna, dall’altra sostiene che nella “CAV c’è forse il bisogno che si faccia qualcosa, che il governo di Patxi Lopez prenda le redini della situazione politica”. Un richiamo subito zittito dalla portavoce del governo autonomo della CAV, Idoia Mendia, la quale pur “rispettando le opinioni personali” del presidente del suo partito, ha detto che “è chiaro che il Governo autonomo e il suo presidente in testa guidano la politica in questo paese”. Ancor più chiaro è stato Joseba Eguibar, presidente del PNV della Guipuzcoa, il quale ha detto, contraddicendo la tesi dell’ escutivo del PNV, che “è la sinistra indipendentista adesso che sta conducendo il gioco e che ETA si adegua”. 

ULTIMA ORA: Il giudice dell’Audiencia Nacional Ismael Moreno, ha accolto la richiesta del fiscal general del tribunale speciale spagnolo, Javier Zaragoza ed ha proibito la manifestazione di sabato a Bilbao. La motivazione: “la manifestazione ha come obiettivo appoggiare e giustificare le azioni della organizzazione terrorista ETA”




 


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