ARRESTI, COERCIZIONI E PSICOPATICI

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Deia. Il Governo spagnolo continuerà a negare a presunti membri di ETA in regime di “arresto in isolamento” l’accesso all’avvocato di fiducia perché questi avvocati sono spesso “strettamente vincolati con la banda (ETA nda)”. L’Esecutivo Zapatero ha contestato così a varie raccomandazioni che il Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite gli ha posto alcuni mesi fa, tra le quali quella che chiedeva che “tutte” le persone private di libertà, incluso quelle in regime di “arresto in isolamento”, che il Comitato sostiene vada abolito, abbiano diritto ad un avvocato di fiducia. Nella risposta elaborato congiuntamente dai ministeri degli Interni e di Giustizia, inoltrata lo scorso 19 gennaio al Comitato, il Gabinetto socialista difende limitare il diritto alla assistenza di un avvocato di fiducia agli arrestati perché “sarebbe ingenuo non riconoscere che la rete di appoggio e l’assistenza legale di fiducia” ai membri di ETA “attua come portatrice di consegne e minacce agli stessi arrestati”. “Per questo, la sconnessione dell’ arrestato dalla rete di avvocati della organizzazione risulta, in molti casi, necessaria per garantire una reazione libera e senza coercizioni”, aggiunge. Ambedue i dipartimenti spiegano che “non è raro” che gli arrestati per delitti relazionati con l’organizzazione armata designino come avvocati di fiducia persone “così strettamente vincolate con la banda che poi risultino condannate per integrazione a banda armata”.

Fonte: http://www.deia.com/2011/01/26/politica/euskadi/los-detenidos-de-eta-incomunicados-no-dispondran-de-abogados-de-confianza

Questa la notizia a cui va aggiunta questa per suggerire da può provenire la “coercizione”  e con quali obiettivi.

Gara. Xabier Beortegi, è uno degli arrestati nell’operazione di polizia della settimana scorsa in Navarra e Araba, rilasciato dopo essere rimasto nelle “mani” della Guardia Civil “in regime di in comunicazione”. In una conferenza stampa ha detto che “è stata l’esperienza più estrema della mia vita”. Ha spiegato che i momenti peggiori sono stati nel trasferimento dalle province basche a Madrid. Un viaggio “che dovrebbe durare cinque ore” ma che fu “eterno” e che crede si durato 24 ore. Durante tutto il tragitto, ha detto, ha subito colpi sui testicoli, “erano ossessionati dai tesicoli”,toccamenti e colpi sulla testa, fino tal punto che quando scese dall’auto non poteva reggersi in piedi e venne quindi trascinato. Una volta arrivati a Madrid negli uffici della Guardi Civil, continuarono i colpi sulla testa, venne obbligato a rimane accovacciato fino all’estenuazione e quando non ne poteva più gli veniva collocata una borsa di plastica sul capo per provocare asfissia. “Arrivò un momento nel quale dissi “va ben collaboro, faccio tutto quello che mi dite”, ha detto: Allora li venne presentata una dichiarazione che dovette apprendere a memoria, cosa per quale necessità un pomeriggio intero. Il giovane disse che le guardie insistevano sula fatto che a loro importava che ratificasse la dichiarazione dinnanzi al giudice. Cosa che però non fece e denunciando le violenze subite. “E’ stata l’esperienza più estrema della mia vita. Spero che non ci più nessuno che la viva” e in riferimento alla militari della guardai civil ha aggiunto “non è ammissibile che ci siano un gruppo di psicopatici che facciano ciò che vogliono”

Fonte:  http://www.gara.net/paperezkoa/20110126/245059/es/Beortegi-En-%27agujero-hubiera-dicho-hasta-que-mate-Manolete

 

 


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27 GENNAIO, PAESE BASCO ANCORA SCIOPERO GENERALE

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Dopo quello del 29 giugno contro la riforma della legge sul lavoro, le organizzazioni sindacali basche ELA, LAB, EHNE, HIRU, ESK, che rappresentano la maggioranza sindacale nelle province basche, hanno promosso un nuovo sciopero generale contro la riforma delle pensioni che in questi giorni è oggetto di un serrato dibattito tra Governo, sindacati, UGT e CCOO, e CEOE, l’associazione industriali spagnoli. Come scrive Joserra Bustillo su Diagonal “ le ragioni dell’opposizione alla riforma si centrano su tre aspetti essenziali: l’ampliamento del computo per calcolare il valore della pensione da 15 a 20 anni; l’ampliamento del periodo contributivo per ricevere la pensione completa da 35 a 40 anni e l’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni. Inoltre le organizzazioni che hanno promosso lo sciopero respingono i limiti posti ai prepensionamenti, il congelamento delle pensioni per il 2011 o la promozione che si sta facendo delle assicurazioni private con la possibilità che migliorino ancor più le loro agevolazioni fiscali”. E’una agenda separata, ormai quella della maggioranza sindacale basca.UGT e CCOO hanno scelto di fatto dal 1977 con i Patti della Moncloa, la politica di concertazione lavorando, in questi ultimi anni, per la creazione di “contratti collettivi nazionali superando quelli esistenti provinciali che, nel contesto spagnolo, significherebbero  annullamento della maggioranza sindacale basca che dagli anni 90 ha rappresentato una spina nel fianco alle politiche neoliberiste dei diversi Governi spagnoli ed autonomi baschi. 

Un ruolo quello sindacale che è stato stigmatizzato dal “ministro” degli Interni del Governo autonomo basco, il socialista,  Alfonso Ares, il quale contestando la nacessita dello sciopero generale ha accusato “ELA e LAB di voler essere l’avanguardia nella lotta al Governo basco”. Di certo questa mobilitazione generale sta trovando considerevoli consensi. Scontata l’adesione delle forze politiche per la sovranità e progressiste basche come Eusko Alkartasuna, Alternatiba, Aralar e Sinistra Indipendentista. Quest’ultimo movimento nel dare l’appoggio allo sciopero sottolinea che “l’attuale riforma delle pensioni non risponde ad alcuna logica economica ne sociale. Non pretende garantire le pensioni ne dei più giovani ne delle persone anziane, solo vogliono che le banche facciano affari con le nostre pensioni”. Del resto lo stesso Emilio Botin, presidente del Banco de Santander, la principale holding finanziaria dello Stato spagnolo che nel 2009 chiuse con un utile di quasi 9 miliardi di euro, ha più volte affermato la necessita della riduzione delle spese dello stato, e della riforma delle pensioni che assieme alla “contrattazione collettiva centralizzata” sono “misure necessarie e opportune”. Che la grande banca faccia sentire la sua voce condizionate non è una novità ma in questa epoca di crisi questa azione diventa una necessita. Come ricorda Miren Etxezarreta, cattedratica emerita di Economia Applicata de la UAB, “ Il settore finanziario fu il causante immediato dell’ incendio e  adesso i finanzieri comandano: i grandi agenti economici dettano le politiche”

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