PROCESSO DEMOCRATICO NELLA RISOLUZIONE DEL CONFLITTO

b. Durante il processo di risoluzione tutte le forze politiche in ciascun paese devono partecipare a tale processo su basi paritarie e con pari diritti per raggiungere un livello di stabilità e piena democrazia. Chi partecipa non può essere soggetto a nessun interesse particolare.

c. Meccanismi legali dovrebbero essere messi in atto per consentire ai partiti resi illegali di partecipare su basi paritarie al processo. Tutte le idee e i partiti che le rappresentano dovrebbero essere legalizzati in modo da garantire che tutte le opzioni in campo possano partecipare al processo con pari dignità.

d. Nessuna proposta può essere imposta: i risultati devono essere frutto di un accordo. Gli unici strumenti di lavoro sono il dialogo e il negoziato. La società deve essere garante di qualunque processo e non può venire condizionata da nessuno nel suo ruolo di leadership.

e. La comunità internazionale deve sostenere e promuovere lo sviluppo del dialogo e del negoziato per arrivare alla risoluzione del conflitto.

Lo scenario di pace che ne deriverà dovrà anche garantire la liberazione di tutti i prigionieri politici coinvolti in quel conflitto.

La Città di Venezia insieme ai comuni e municipalità che hanno partecipato alla conferenza dell’11 e 12 febbraio 2011, si impegna alla creazione di una rete permanente tra comuni e municipalità italiane, basche, irlandesi e curde, per promuovere un lavoro comune per rafforzare e far crescere la democrazia partecipativa.

Venezia, 12 febbraio 2011


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