AFGHANISTAN: CADE IL GOVERNO OLANDESE

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Mentre continua la offensiva NATO contro le forze talibane a Moshtarak nel sud del Afghanistan , mietendo vittime tra la popolazione civile (vedi http://it.peacereporter.net/), l’onda lunga della guerra fa cadere il governo olandese. Infatti la coalizione di governo formata da democristiani e laburisti, si è sciolta. Lo ha annunciato il primo ministro olandese, il democristiano Juan Peter Balkenende, il quale comunicherà oggi la decisione presa alla regina Beatrice.

La crisi è nata per l’opposizione dei ministri laburisti ad accogliere la richiesta della NATO affinché l’Olanda prolunghi la sua partecipazione nella guerra in Afghanistan. Il consiglio dei ministri si è riunito venerdì notte per cercare di arrivare ad un’ accordo che non sono stati capaci di raggiungere i democristiani, guidati da Balkenende, ed i laburisti con il vice primo ministro Wouter Bos, come interlocutore. Il leader laburista e vice primo ministro ha detto chiaramente ieri, in una seduta straordinaria del parlamento, che il suo partito non accetterà la proposta della NATO affinché le truppe olandesi rimango un anno ancora nel paese asiatico.  Da parte sua, invece, il primo ministro Jan Peter Balkenende, sostiene che l’Olanda deve adempire alle sue “responsabilità” ed accettare la richiesta dell’Alleanza Atlantica

 

 

 


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MADRID ORDINA, ROMA UBBIDISCE: ESTRADATI ZURINE, ARTZAI E FERMIN – Marco Santopadre

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Radio Città Aperta. In casi analoghi le corti di Nord Irlanda, Gran Bretagna e Francia avevano deciso che non vi erano elementi sufficienti a consegnare a Madrid dei giovani attivisti baschi arrestati nei rispettivi paesi sulla base di un ordine di cattura europeo spiccato dalla magistratura spagnola. Che la persecuzione di Madrid nei confronti dei giovani indipendentisti baschi sia tutta politica e infondata dal punto di vista giuridico comincia ad essere noto anche in quei paesi che pure collaborano, e attivamente, con la cosiddetta “lotta al terrorismo” di Madrid. Ma i magistrati italiani non hanno seguito l’esempio dei loro omologhi di Londra, Belfast e Parigi ed in più occasioni hanno accordato alle autorità spagnole la consegna di Zurine, Artzai e Fermin, tre giovani arrestati a Roma lo scorso 10 giugno mentre si apprestavano a tenere una conferenza stampa per informare i media italiani sulla loro condizione di perseguitati politici. Neanche il fatto che il Procuratore Generale Otello Lupacchini, che nell’udienza in Corte d’Appello dello scorso 8 settembre rappresentava l’accusa, abbia chiesto ai giudici di rigettare la consegna, ha fatto desistere la Cassazione dal respingere il ricorso presentato dallo stesso Lupacchini lo scorso 16 settembre.

HONDURAS: MASSACRO E BARBARIE NEL BAJO AGUAN – Giorgio Trucchi

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È stato un vero massacro quello di lunedì 15 novembre, nella finca El Tumbador, municipio di Trujillo, nel nord dell’Honduras. Un esercito di più di 200 guardie di sicurezza del produttore di palma africana Miguel Facussé Barjum, presidente della Corporazione Dinant, ha attaccato con armi di grosso calibro i membri del Movimento contadino dell’Aguán, Mca, i quali avevano recuperato quelle stesse terre da oltre nove mesi. Terre che erano state usurpate loro dal sanguinario impresario per seminare palma africana. 

L’attacco dei gruppi paramilitari ha lasciato un tragico saldo di cinque morti – Teodoro Acosta (45), Ignacio Reyes (50), Raúl Castillo, 45, Ciriaco Muñóz (45) e José Luis Sauceda Pastrana (32) -, uno scomparso – Noé Pérez – e vari feriti, alcuni dei quali sono ricoverati in gravi condizioni. 
“Le guardie di Facussé sono arrivate alle 5 di mattino e hanno intimato ai contadini di abbandonare il luogo. Di fronte al rifiuto di questi ultimi hanno chiamato rinforzi. Sono arrivate più di 200 guardie e senza proferire parola hanno aperto il fuoco con armi di grosso calibro”, ha raccontato Santos Cruz, membro del Mca, alla Lista Informativa “Nicaragua y más” e a Sirel. 
Secondo varie testimonianze, le guardie dell’impresario palmero hanno usato armi da guerra: AK-47, M-16 e fucili R-15. Hanno invaso la proprietà e hanno iniziato a inseguire i membri del Mca per più di quattro ore. Nemmeno la Polizia, che come sempre è arrivata quando la situazione si era calmata e il massacro consumato, è potuta entrare nel terreno, in quanto totalmente controllato e protetto dalle guardie.  “È stato un massacro. Hanno sparato per uccidere. La gente scappava tra le palme, cercando di proteggersi. Ci sono ancora due compagni scomparsi (uno, José Luis Sauceda, è stato poi ritrovato assassinato con tre colpi di R-15 al volto dopo l’intervista ndr) e non sappiamo se si siano nascosti o se siano stati assassinati e i loro corpi sono ancora nella proprietà. Nessuno può entrare. Queste terre sono nostre e le difenderemo”, ha spiegato Cruz

CURRIN: IL DIALOGO E’ POSSIBILE

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L’avvocato sudafricano. Brian Currin, promotore della dichiarazione di Bruxelles, ha detto che “ETA non ha una data limite” per effettuare

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