AFGHANISTAN: CADE IL GOVERNO OLANDESE

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Mentre continua la offensiva NATO contro le forze talibane a Moshtarak nel sud del Afghanistan , mietendo vittime tra la popolazione civile (vedi http://it.peacereporter.net/), l’onda lunga della guerra fa cadere il governo olandese. Infatti la coalizione di governo formata da democristiani e laburisti, si è sciolta. Lo ha annunciato il primo ministro olandese, il democristiano Juan Peter Balkenende, il quale comunicherà oggi la decisione presa alla regina Beatrice.

La crisi è nata per l’opposizione dei ministri laburisti ad accogliere la richiesta della NATO affinché l’Olanda prolunghi la sua partecipazione nella guerra in Afghanistan. Il consiglio dei ministri si è riunito venerdì notte per cercare di arrivare ad un’ accordo che non sono stati capaci di raggiungere i democristiani, guidati da Balkenende, ed i laburisti con il vice primo ministro Wouter Bos, come interlocutore. Il leader laburista e vice primo ministro ha detto chiaramente ieri, in una seduta straordinaria del parlamento, che il suo partito non accetterà la proposta della NATO affinché le truppe olandesi rimango un anno ancora nel paese asiatico.  Da parte sua, invece, il primo ministro Jan Peter Balkenende, sostiene che l’Olanda deve adempire alle sue “responsabilità” ed accettare la richiesta dell’Alleanza Atlantica

 

 

 


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 InfoAut. A Genova, il 22 luglio 2001, ci andammo anche noi, quasi un migliaio di persone, dalla Valle di Susa. Era il giorno dopo l’assassinio di Carlo. La nostra opposizione al TAV durava già da oltre dieci anni. Andammo a Genova contro i potenti della Terra, contro quei grandi interessi che, in nome del profitto, volevano trasformare i luoghi della nostra esistenza in corridoi di traffico per le merci e i viaggiatori del mercato globale, desolati inferni di ferro e cemento, dove tutto passa e nulla rimane, negati agli esseri viventi, alla socialità, al lavoro buono e liberato

Ci andammo anche contro la repressione, le cui immagini ci venivano rimbalzate dai telegiornali. La notizia del giovane ammazzato dalle “forze dell’ordine” aggiunse dolore, indignazione e partecipanti al nostro viaggio .

Tra di noi non c’erano solo militanti, ma anche e soprattutto persone comuni, quelli che, attraverso la lotta contro il TAV, avevano acquisito forza , consapevolezza e generosità.

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