GUERRA SPORCA, FARSA DELLA GIUSTIZIA SPAGNOLA – Ramon Sola

Gara. In una settimana nella quale si è sottolineato che non sono stati risolti 11 attentati mortali di ETA, si ha notizia che c’è un solo procedimento giudiziario pendente per i Gruppi Antiterrorismo di Liberazione (GAL) a Madrid. Il processo contro Miguel Planchuelo chiuderà un ciclo che solo comprende sei processi e due condanne serie per 27 morti.

Al periplo giudiziario del “caso GAL”, solo manca un capitolo da scrivere: i processo contro un solo dirigente di polizia, Miguel Planchuelo, per due attentati (quelli dei bar Batxoki e Consolation) che sono già stati trattati dai tribunali nel 1991. L’udienza non ha nemmeno una data, però è stata appena “ricordata” all’ opinione pubblica dall’ineffabile José Amedo.

Con questo capitolo verranno chiusi, evidentemente in falso, tutti i processi aperti per più di un quarto di secolo contro i GAL. Saranno solo giudicati, i modo parziale e molto parziale, quattro attentati con esiti mortali (quello di Joxean Lasa e Joxi Zabala, quello di Santi Brouard, quello di Jean Pierre Leiba e quello di Robert Caplanne ) e altre azioni minori (il sequestro di Segundo Marey, l’esplosione nel bar Consolation, il mitragliamento del bar Batxoki….). Tutto il resto rimarrà impunito. Altri casi vennero aperti a suo tempo a Madrid (l’esplosione del Mombar, la morte di Perez de Arenaza, il sequestro di Joxe Mari Larretxea…), però vennero chiusi rapidamente.

L’ultimo processo potente contro  GAL portava il nome di Ramon Onederra “Kattu”, che fu la loro prima vittima mortale riconosciuta (poi si saprà che la stessa sorte era toccata a Lasa e Zabala). In quella occasione s’indagò sia questo attentato come quello che costò la vita a Bixente Perurena e Angel Gurmido nel febbraio 1984 e quello che uccise Christian Olaskoaga nel novembre dello stesso anno. Passando quasi in silenzio, nel gennaio del 2003 la Sala Cuarta della Audiencia Nacional revocò i procedimenti giudiziari anteriori ai guardias civiles Enrique Dorado Villalobos e Felipe Bayo Leal e il caso venne chiuso per mancanza di presunti autori. I due agenti di Intxaurrondo, condannati per il sequestro e morte di Lasa e Zabala, erano stati segnalati dalle testimonianze del confidente Txofo Migueliz e del ex guardia civil José Maria Velasquez Soriano, che si erano dimostrate provate nel “caso Lasa e Zabala”.

Solo due condanne importanti….

La maggior parte dei pochi processi tenutisi nello Stato spagnolo per i GAL si sono limitati a condannare a mercenari che attuarono come esecutori materiali. Nello Stato francese passarono dinnanzi ai tribunali mercenari autori di 13 dei 37 attentati, il resto dei processi venne chiuso per “mancanza di prove”. Solo in due casi le condanne sono arrivate alla scala politica. I processi per l sequestro di Segundo Marey e le morti di Lasa e Zabala sono rimaste eccezioni di un ciclo nel quale mai è stato raggiunto il gradino della famosa “X”.

Il caso più potente dove ci fu una condanna, l’eccezione per eccellenza, è quello dei rifugiati di Tolosa (Lasa e Zabala). Venne fatta parzialmente luce sul caso: rimangono ancora molteplici incognite, come fino a che punto subirono torture e quando morirono. E fu possibile solo grazie ad una rosario di carambole: un cane che scoprì le ossa interrate nella calce viva, un medico forense le conservò, un commissario che mantenne i tema vivo nella sua memoria per più di un decennio, le testimonianze di alcuni confidenti…

L’istruttoria del giudice Javier Gomez de Liano e il lavoro dell’accusa permisero di dipanare la matassa sufficientemente per condannare nel anno 2000, dopo circa quattro mesi di giudizio, a nientemeno che Enrique Rodriguez Galindo elevato al grado di generale nel fragore della battaglia politica dei GAL. L’Audiencia Nacional condannò all’ex capo del quartiere della Guardia Civil di Intxaurrondo e all’allora governatore civile della Gipuzkoa, Julen Elgorriaga a 71 anni di carcere, una pena che il Tribunale Supremo elevò poi di altri quattro anni; il tenente colonnello Angel Vaquero vennero comminati 73 anni di condanna, e ai guardia civiles Bayo e Leal, 71. Rafael Vera, numero due degli Interni, e l’avvocato Jorge Argote vennero assolti.

Vera verrà invece condannato dal Tribunale Supremo per il “caso Marey”. Venne condannato a dieci anni per il sequestro, e altrettanti a quello che era ministro degli Interni nel 1983, José Barrionuevo, e al allora governatore civile della Bizkaia, Julian Sancristobal. Sette anni vennero comminati a Ricardo Garcia Damborenea, leader del PSE in Bizkaia, tra i nove e i dua anni ai poliziotti Francisco Alvarez, Miguel Planchuelo, José Amedo, Michel Domínguez, Julio Hierro, Francisco Saiz, Luis Hens y Juan Ramón Corujo.

Per l’antologia dell’assurdo c’è l’istruttoria per l’attentato mortale contro Santi Brouard (medico pediatra, dirigente di Herri Batasuna), chiusa e riaperta ripetutamente sulla base di dichiarazioni di dubbia credibilità. In un primo processo venne condannato Rafael Lopez Ocana come autore materiale e José Rodriguez Diaz, “El frances”, come la persona che gli fornì le armi. Poi, nel 2003, venne processato anche Josè Luis Morcillo, come presunto coautore, ed anche Amedo e l’ex dirigente della Guardia Civil Rafael Masa. Però vennero assolti, per cui la morte del dirigente di Herri Batasuna lungi dall’essere chiarita totalmente.

Il primo processo di una certa importanza nello Stato spagnolo sui GAL fu quello che ebbe come imputati Amedo e Dominguez. L’Audiencia Nacional li condannò nel 1989 a diciassette anni di carcere per sei attentati, tra i quali alcuni in cui è adesso processato Planchuelo, e per i quali la cosiddetta Accion Popular contro i GAL chiede una condanna di 114 anni. I maggior valore di quel processo contro Amedo e Dominguez, comunque sia, fu l’ammissione giudiziaria che i GAL formavano una struttura e le loro azioni erano terroriste. Prima, l’Audiencia Nacional aveva condannato nel 1985 e 1987 a mercenari per le morti di Leiba e Caplanne, però senza arrivare a tanto.

…e in carcere ci rimangono poco

Se le condanne sono state quasi inesistenti, il compimento effettivo è stato quasi ridicolo. Dopo il “caso Lasa-Zabala”, Galindo e Elgorriaga furono scarcerati rapidamente argomentando problemi di salute. Bayo e Dorado sono stati riclassificati in terzo grado nel 2002 e avevano permessi. Attualmente non si conosce la loro situazione esatta ed altrettanto si può dire di Vaquero.

Barrionuevo e Vera trascorsero solo tre mesi in carcere per poi essere indultati dal Governo del PP. Ebbero il tempo di disegnare il “Gernica” nel cortile della prigione e di essere salutati con calore dalla cupola del PSOE  a Guadalajara. Poi ci fu un episodio ancor più grottesco: ambedue, Sancristobal, Planchuelo e Damborenea entrarono in prigione 31 maggio 2001 per uscire….dieci ore dopo.

Fonte: http://www.gara.net/azkenak/08/214823/es/GAL-media-docena-juicios-para-27-muertes

 


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