COLPO DI STATO IN NIGER

Loading

Situazione calma in Niger dopo il colpo di stato che ha deposto il presidente Mamadou Tandja, al cu post si è instaurata una giunta militare il cui portavoce, il colonnello Goukoye Abdul Karimou ha dichiarato in un messaggio alla nazione che “abbiamo deciso di assumere  la responsabilità e di porre fine a questa tesa situazione di cui tutti eravate coscienti”. Il Niger è uno dei paesi più poveri al mondo nonostante sia tra i primi cinque paesi produttori di uranio. Proprio il materiale strategico è uno dei motivi che ha provocato il colpo di stato militare. Infatti il presidente deposto aveva firmato pochi mesi fa un accordo con il movimento ribelle tuareg del Movimento dei Nigerini per la Giustizia (MNG) che si era alzato in armi per porre fine allo sfruttamento dell’ uranio da parte delle multinazionali e reclamare il 50% dei proventi per destinarli allo sviluppo della regione.  La giunta militare ha anche raccolto il malcontento popolare dopo il referendum del 4 agosto scorso con il quale il presidente Mamadou Tandja, aveva visto prolungato il suo mandato nonostante l’opposizione del Tribunale Costituzionale. L’Unione Europea, l’Unione Africana africani, tra cui Francia e Sud Africa hanno condannato il golpe mentre gli USA, attraverso il portavoce del Dipartimento di Sato portavoce  P. J. Crowley ,suggerisce che il colpo di stato sarebbe stato provocato dalla volontà di Mamadou Tandja di rimaner al potere.  Crowley ha dichiarato che “ chiaramente  pensiamo che questa situazione evidenzia la necessita per il Niger di elezioni e la formazione di un nuovo governo”. Il Niger non è nuovo ai colpi di stato. Nel 1974 il presidente Seyni Kountché depose il primo presidente dall’ indipendenza del paese (1960), Hamani Dori. Nel 1966, il generale Ibrahim Barré prese il potere mediante un colpo di stato, per poi essere deposto (e successivamente ucciso) attraverso la stessa medicina nel 1999.

 


Related Articles

ETA: PROCESSO DEMOCRATICO UNICA OPZIONE

Loading

In un comunicato in lingua basca pubblicato oggi dal quotidiano basco Gara, Eta sottolinea che è arrivato il momento di

PACO ETXEBARRIA GABILONDO: ESUMARE DIGNITA’ E GIUSTIZIA (PRIMA PARTE)

Loading

Professore di Medicina Legale e Forense nella Università del paese Basca (UPV-EHU). Presidente della Sezione di Antropologia della Società di

COME SE NIENTE FOSSE

Loading

Marco Revelli
La verita? su quanto sta accadendo in Val di Susa, e sul suo significato generale, sta tutta in una quarantina di ore. Nel breve spazio che va dal sabato pomeriggio al lunedi? mattina. Sabato, una valle intera – un popolo – molte decine di migliaia di persone, anziani, giovani, donne, bambini, contadini, operai, piccoli imprenditori, commercianti, “popola- zione”, riempiono le strade, i campi circostanti, le rotatorie e i borghi, per dire no al Tav. Pacificamente, con volti sorridenti e idee chiare in testa. Lunedi? mattina – come se niente fosse – una colonna di uomini armati marcia, secondo programma, sull’area- simbolo di Clarea, sui terreni di proprieta? comune risparmiati dal primo blitz del 27 giugno 2011 e diventati il simbolo della resistenza, per occuparli. Indifferenti a tutto, muovono per spianare la Baita che ha ospitato in questi mesi l’anima della valle, come se con le ruspe potessero cancellare le ragioni di tutti. In mezzo, un uomo che cade da un traliccio, folgorato, e solo per miracolo non perde la vita.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment