HONDURAS: GOLPISTI PRIVATIZZANO L’ACQUA

Dopo il golpe delle estate scorsa che ha deposto il presidente Zelaya e la repressione contro il movimento popolare di protesta, il nuovo parlamento eletto dopo le elezioni farsa del novembre scorso, sta accelerando i tempi per la privatizzazione dell’acqua. La Italian Industrial Agency di Treviso e la B&P Alto Lumie di Udine fanno parte del consorzio italo honduregno che ha vinto la concessione per 25 anni della centrale idroelettrica José Cecilio del Valle che fornisce energia elettrica a 90 località nel sud del Honduras. La decisione ha sollevato forti proteste tra la popolazione che ha minacciato di assediare le installazioni e bloccare le strade d’accesso alla zona.

Il caso  ha dei contorni paradossali. L’ultimo giorno prima delle dimissioni, il golpista Antonio Micheletti firmò un decreto nel quale ratificava la privatizzazione della centrale idroelettrica.  Il giorno dopo per occultare il decreto venne falsificata l’edizione della Gazzetta Ufficiale dello Stato, stampando nella Impresa Nazionale di Arti Grafice due serie differenti con lo stesso numero e solo in 20 copie della Gazzetta venne pubblicato il decreto.


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Co-mayors of Amed Metropolitan Municipality Selçuk Mızraklı, Kayapınar, Bismil and Kocaköy Municipality have been arrested.   Amed Metropolitan Municipality co-mayor

SORTU IRROMPE NELLO SCENARIO POLITICO BASCO

Oscurato dall’ondata (improvvisa?) di rivolte popolari nel Magreb e mondo arabo il processo politico basco continua sulla difficile strada della democrazia, una democrazia politica ancora da costruire. Sortu, la nuova formazione politica nata dal dibattito interno alla sinistra indipendentista basca è una dimostrazione di forza. La forza di accettare un terreno, quello imposto dalla legge spagnola sui partiti del 2002, che con l’avvallo del Tribunale Per i Diritti Umani di Strasburgo conferma come le politiche securitarie che dominano l’azione degli Stati nel mondo, abbiano condizionato la giurisprudenza spostando l’ago della bilancia verso un arretramento nelle conquiste dei diritti civili che faticosamente erano state raggiunte dopo decenni di battaglie in Europa. Sortu è di fatto la dimostrazione che sul terreno politico la sinistra indipendentista è pronta a lanciare la sfida democratica del confronto tra diverse, e in alcuni aspetti antagoniste, opzioni politiche. Lo fa assumendo il “rifiuto di qualsiasi forma di violenza a sostegno di un progetto politico, inclusa quella di ETA”. Una dichiarazione contenuta nei suoi statuti che è unica nel suo genere. Nessuna forza politica si è assunta questa responsabilità di dichiarare formalmente questa considerazione della violenza politica. Cosa impossibile del resto. PSOE e PP con il loro bagaglio di “violenza per imporre le proprie opzioni politiche”  passate e presenti GAL e franchismo, Iraq, Afganistan tanto per citarne alcune non possono permettersi di sostenere quanto la sinistra indipendentista basca ha fatto.

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