COLOMBIA: ELEZIONI E PARAMILITARI

Il Movimiento de Observacion Electoral (MOE) ha annunciato che 80 candidati al Congresso colombiano nelle elezioni svoltesi la scorsa settimana, hanno vincoli con i paramilitari. L’investigatore e membro del MOE, Ariel Avila, assicurò che “per lo meno 80 candidati che aspirano ad occupare un seggio nel Congresso sono indagati per avere relazioni con i paramilitari di estrema destra o sono familiari di politici accusati di questo delitti”. Oltre al ritardo nella informazione sui risultati, o “i voti comprati” denunciati dalla Organizzazione degli Stati Americani (OEA), la presenza del paramilitarismo, responsabile di decine di migliaia di vittime e di centinaia di migliaia di profughi interni scacciati con la forza dalle loro terre, è sempre più strutturale nelle istituzioni rappresentative colombiane. Secondo Avila, il grande vincitore delle scorse elezioni è il Partido de Integracion Nacional nato appena en novembre scorso e che è riuscito ad ottenere l’8.1% dei voti pari a 8 senatori, “nonostante la brutta immagine sui mezzi d’informazione, nonostante lo scarso prestigio dei suoi candidati”. Il PIN è stato indicato come uno dei partiti dove la “parapolitica” gioca in casa.  “La maggioranza degli aspiranti ad occupare i seggi nel parlamento colombiano con presunti vincoli con i gruppi armati illegali presentono le loro candidature nei partiti della colazione del governo di Alvaro Uribe, tra il quali il PIN ed il Partido de la U (Partido Social de Unidad Nacional) afferma Avila. Nella precedente legislatura in dei 102 senatori e 162 deputati, circa 80, la maggioranza appartenenti alla coalizione governativa, vennero o sono indagati, processati e condannati per vincoli con i paramilitari delle AUC.


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