COLOMBIA: DIALOGO PER FERMARE L’ORRORE

Piedad Cordoba è senatrice per il Partito Liberale colombiano e impegnata da anni per soluzione politica e umanitaria del conflitto in Colombia, partecipando alla creazione del gruppo “Colombiani e Colombiane per la Pace”.  Piedad Cordoba è stata protagonista nelle iniziative per intercambio umanitario tra la guerriglia ed il Governo colombiano, che  ha portato alla liberazione di alcuni militari sequestrati dalle Farc, fatto che le è costatato una apertura di un procedimento giudiziario nei suoi confronti con l’accusa di presunta “collaborazione con la guerriglia”. Piedad Cordoba ha realizzato una serie d’incontri in Europa per perorare la causa del intercambio umanitario, tra guerriglia e Governo,  denunciando la passività internazionale e chiedendo di condizionare il Trattato di Libero Commercio dell’Europa con Colombia all’adozione di questa politica umanitaria. Durante una conferenza che si è tenuta in Svizzera,  la senatrice colombiana ha sostenuto di non avere  dubbi che la Colombia “è uno stato paramilitare” e ha affermato che è necessario il rimpatrio dei dirigenti dei gruppi paramilitari detenuti negli Stati Uniti per ricostruire la verità. “dobbiamo lavorare per costruire una commissione della verità” perché “l’estradizione dei capi paramiliari militari e degli insorti (guerriglia), anche se sono processi differenti, dimostra la strumentalizzazione del governo per garantire i propri interessi. Il governo estradò i paramilitari per estradare la verità ed gli insorti per colpire politicamente la guerriglia”.  Le connessioni tra il paramilitarismo e gli apparti dello stato è uno dei nodi fondamentali per ricostruire una verità politica e storica. “Ricostruiremo la verità, tutti i politici che hanno avuto relazioni con i paramilitari sono annotati sui libri, poiché i paramilitari hanno annotato tutto, molte cose non le ho potute dire per portare aventi delle iniziative, però tutto questo si deve sapere. Tutti gli accordi tra politici e paramilitari sono registrati minuziosamente, e in un dato momento lo racconterò, perché le cose si sappiano”.

Un silenzio atroce

Il conflitto colombiano è taciuto dai grandi mezzi di informazione eppure rappresenta in alcuni suoi aspetti un dramma umano e sociale che ha pochi uguali nel mondo. La senatrice colombiana ha elencato questi dati: “Ci sono 18 milioni di colombiani poveri di cui 8 milioni indigenti, che non hanno alcuna possibilità di accedere nemmeno al minimo vitale per sopravvivere come esseri umani; ci sono 5 milioni di profughi interni o espulsi dalle loro terre, il secondo paese al mondo dopo il Sudan per questa emergenza umanitaria; ci sono 200 mila persone desaparecidos, prodotto del terrorismo di stato, ed inoltre ci sono i “falsi positivi” che possono arrivare a 5000 vittime.  Ci sono nel paese circa due mila fosse comuni e recentemente è stata trovata una fossa comune con i resti di 2000 persone, corpi di contini e contadine che furono assassinati dopo massacri, torture e squartamenti”. Sulle atrocità dei paramilitari  vi sono notizie ormai da anni. Basta una breve ricerca su internet per trovare testimonianze, anche degli stessi paramilitari, immagini video che danno la misura della perversione e ferocia di questi squadroni della morte che hanno attuato principalmente contro la popolazione civile. L’obiettivo non era solo colpire i presunti appoggi alla guerriglia ma soprattutto provocare con il terrore l’esodo delle popolazioni da territori dove si insediavano imprese ed anche multinazionali. Le cause contro alcune multinazionali rivelano un sistema di esproprio forzato che ha provocato decine di migliaia di vittime. Tra le metodologie usate dai paramilitari quella della motosega per squartare  i corpi delle vittime dopo torture inenarrabili. Nella regione denominata Nord di Santander sono stati scoperti cinque forni crematori che secondo testimonianze del capo paramilitare soprannominato “Iguano” servivano per incenerire i cadaveri delle persone assassinate.

Spionaggio governativo

Un altro tema caldo di queste ultime settimane è la scoperta l’apertura di una istruttoria da parte della Procura generale colombiana sulle intercettazioni telefoniche e pedinamenti da parte del DAS, i servizi segreti dipendenti dal Governo. Anche se Alvaro Uribe ha dichiarato di essere disposto andare in carcere “se si scoprirà che il Presidente ha ordinato queste intercettazioni”, la clamorosa scoperta indica come sia esistita una trama politica per condizionare e perseguire, tra gli altri tre deputati tra cui Piedad Cordoba, un ex candidato presidenziale, i magistrati delle corti Suprema  e Costituzionale, giornalisti dell’ opposizione o la rivista.

Piedad Cordoba ha annunciato che il 27 aprile a Bogotà n Colombia verrà istituito ufficialmente il Coordinamento Nazionale per Intercambio Umanitario che mira a riunire tutte le forze sociali affinché chiedano alle parti in causa di sedersi a dialogare. Per questo gli incontri a livello internazionale tra cui quelli in Europa hanno come obiettivo sostenere queste iniziative di pace e giustizia. Noi che facciamo parte di Colombiani   e Colombiane per la Pace chiediamo l’appoggio e la collaborazione affinché si esiga al Governo ed alle Farc, di dare corso al intercambio umanitario, come passo fondamentale per avanzare verso un cammino definitivo nella ricerca della pace, che non è altro che il negoziato politico che permetta a Colombia porre fine a una guerra che dura ormai da cinquanta anni”.


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