GALEANO: HAITI E LA PESTE DELLA LIBERTA .

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Durante il Festival Internazionale del Cinema dei Diritti Umani svoltosi la scorsa settimana a Buenos Aires, lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano ha tenuto una conferenza sulla situazione ad Haiti dopo il terremoto che ha provocato più di duecentomila morti. Galeano ha detto che il popolo haitiano è “un popolo ammirabile. Il primo popolo delle Americhe che conquistò la liberta. Il primo popolo che fu veramente libero, libero dall’oppressione coloniale, e che per questo fu castigato fino a nostri giorni. Haiti dovette pagare il cosiddetto debito francese che è quanto doveva a Francia per il peccato di essersi liberato. Ossia il crimine della libertà. Bisogna ricordare che in paesi come Brasile che fu l’ultimo dei paesi latinoamericani ad abolire la schiavitù, le sollevazioni degli schiavi negri si definivano “atti di haitianismo”, Haiti colpevole di contagiare la peste della libertà.” Galeano ha mostrato preoccupazione, non senza un punta di sarcasmo, per il ruolo centrale che stanno svolgendo la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale nella ricostruzione di Haiti. “I disastro di Haiti ha assunto queste dimensioni perché non vennero prese negli anni scorsi le ben che minime misure per prevenire le conseguenze del terremoto. Ma anche perché il paese si è trovato senza un potere pubblico senza un governo. E in questo hanno una grande responsabilità organismi internazionali che come si sa sono enti filantropici  che aiutano i popoli del mondo. E a me preoccupa che soprattutto la Banca Mondiale abbia un ruolo centrale in quella che viene definita la “nuova fondazione di Haiti”. E mi preoccupa perché la specialità della Banca Mondiale non è fondare paesi, la specialità del Banca Mondiale e “fondere” paesi.”. Galeano ha anche sottolineato i due modi d’intendere l’aiuto ad Haiti tra quello degli USA e di Cuba. “Il potere imperiale ha inviato 10 mila militari perché continua a pensare che i problemi si risolvono ammazzando. Poi ci sono paesi come Cuba, con il quale io ho la libertà di manifestare, come ho sempre fatto, le mie divergenze su alcuni aspetti dello sviluppo della rivoluzione cubana. Perché come mi insegnò Carlos Fonseca Amador, il fondatore del Frente Sandinista, che gli amici veri ti criticano di fronte e ti elogiano alle spalle. Però, per favore, come si può non risaltare l’esempio cubano in relazione con Haiti. La maggior parte dei medici che arrivarono ad Haiti furono medici cubani o haitiani formatisi gratuitamente a Cuba. E questa notizia non si meritò nemmeno una linea nei giornali di tutto il mondo, perché Cuba si è convertita in una sorta di lebbrosa delle Americhe”


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