Questa innocente Coca Cola – Gregorio Moran (Video)

(…) L’Affaire Coca Cola comprime in 86 minuti le storie mai raccontate delle pratiche mafiose ed assassine eseguite dalle fabbriche imbottigliatrici delle bevanda. In Colombia, Centroamerica o Turchia. Non è uno scherzo che ci consenta di prenderla come un pop corn tra un sorso e l’altro della bevanda della vita tutta bollicine.

Sono ormai più di quattrocento i sindacalisti assassinati in Colombia per esigere i loro diritti nelle fabbriche imbottigliatrici della multinazionale Coca Cola. Il documentario è stato realizzato dal colombiano German Gutierrez e la francese Carmen Garcia Garcia, figlia dell’ esilio spagnolo. German ha tra i suoi lavori un autentico gioiello del documentario, realizzato nel 2005 – Quien disparò a mi hermano? -, dove in meno di due ore si ripassa la società colombiana, con le sue violenze, i suoi narcos, i suoi guerriglieri, i suoi politici i suoi poveri e pazienti contadini. Tutto a partire dall’attentato che subì Oscar Gutierrez, fratello del regista ed unico deputato di sinistra nella zona cafetera di Caldas. Dei sicari gli attraversarono la faccia con le pallottole e sopravisse , ed ancora continua a fare politica, disposto a dimostrare che c’è ancora la speranza,  o che forse non c’è niente, salvo il coraggio. (…) Avviene anche ed in maggior misura con L’Affaire Coca Cola. Non conosco nessuno abbia visto questo documentario e non sia rimasto  impressionato. (…)

I buoni documentari hanno qualcosa che li converte in pedagogia viva, per questo io proporrei che si proiettassero nelle scuole; sarebbe buono per la formazione dei ragazzi perché ascolterebbero cose che mai hanno ascoltato, nemmeno immaginato.  Lunedì scorso venne visto nell’Università di New York, anche se in questo caso non tanto per questioni pedagogiche ma perché forse è l’unica sala capace di proiettarlo. Non è forse, oggi, il miglior giorno, Primo Maggio, simbolo storico della lotta operaia, per parlare di alcuni sindacalisti colombiani che discutono con grandi avvocati gringos, con l’aiuto del traduttore, ovviamente? La collisione di due mondi, un nuovo incontro nella terza fase nel quale i cavalieri dell’Impero della Coca Cola non riescono a comprendere che dei poveracci, che non parlano nemmeno la loro lingua, pongano la memoria dei loro militanti morti e dei loro parenti, al di sopra dei soldi che gli offrono, e delle borse di studio ed il futuro garantito per loro ed i loro figli…Non lo possono comprendere ed anche a noi ci costa fatica, perché c’è qualcosa di provocatore, quasi osceno per i tempi che corrono, in questa onestà sindacalista spiegata come la maggiore delle ovvietà.

Se la pedagogia consiste nell’insegnarci a vivere con dignità, nel documentario di forniscono diversi corsi intensivi. Uno lo troviamo nella sessione informativa nella Camera dei Rappresentanti, Washington DF, con l’avvocato dei sindacalisti, un giovane gringo, cicciotto e volonteroso, che deve scontrarsi con abbronzati avvocati lobbisti. Lo spiazzano fino all’umiliazione e con accanimento. “ E’vero che lei ha un poster di Che Guevara nel suo ufficio?”. Di un avvocato così non ci si può fidare. Un altro è il dibattito tra gli studenti di Economia dell’ Università di Chicago. La futura creme del mondo finanziario. Ragazzi con acne e bambine lentigginose convinti che il capitalismo è meraviglioso perché da a ognuno l’opportunità che cerca, e poi sta al caso, alla fortuna di ognuno. Che livello! Che cinismo dei buoni! Perché c’è il cinismo di marca e cinismo del sindaco in campagna elettorale, c’è classe e classe.

E che dire de dialogo, degno di Beckett in Aspettando Godot, tra due fornitori colombiani, con le uniformi dell’impresa ed il loro ben visibile, rispondendo alle domande dell’intervistatore che sembra sceso dalla luna: Chi vi dà le uniformi? Noi. Chi paga i camion per la distribuzione? Noi. Chi vi paga le bottiglie che si distribuiscono prima di venderle? Noi.  Ma allora cosa ci mette la Coca Cola? E oro ridono con questa risata di gente che visto di tutto ed un poco stufa che gli venga chiesto l’evidente. Ma niente. L’impresa non ci mette niente.

Tra i suggerimenti, che so già troveranno scarso seguito, io animerei le prestigiose scuole di Formazione di Futuri Impresari che ci sono a Barcelona affinché dedichino alcuni minuti alle sequenze della Assemblea di Azionisti della grande Coca Cola. Non solo perché là ci sono investitori che dicono cose insolite, per la loro sensibilità e buon senso, scioccanti forse per un azionista da questa parte dell’ oceano, ma anche per questo momento geniale, sublime meritevole da solo di essere evidenziato ed oscarizzato come il premio al più svergognato degli istanti filmici. Il presidente del Consiglio, Mr. Isdell, un serio e loquace cavaliere risponde alle responsabilità dell’impresa nei crimini e minacce ai leader sindacali. “Come vecchio leader studentesco non consentirei cose di questo genere…”. Memorabile.

Se escludiamo la scena finale, che mi sembra non so se fuori luogo però, almeno non necessario, e il cinema ha questo che tutto quello che non è necessario può essere demagogico – all’infuori di questo, non c’è nulla di demagogico. Mai la verità è demagogica, solo se viene strumentalizzata; per questo la comparazione tra le retribuzioni del presidente della compagnia e dei fornitori di bottiglie mi sembra un errore, perché fa dei spettatori gente che necessitano che gli spieghino l’evidente perché arrivino a comprendere l’ovvio: la lotta di classe nel suo stato più febbrile, là dove si incorpora il sicario ed il crimine. (…) E’tale la forza delle immagini che nemmeno la scintilla della vita le resiste. Non c’è nulla d’innocente e il meno candido di tutto è l’innocenza imbottigliata. Tutto quello che va nella bottiglia, dall’alcool fino ai messaggi dei naufraghi, nasconde una storia acida, e per addolcirla c’è sempre di mezzo qualcuno che soffre.  Per questo il sudore è acido e la saliva dolce; questa definitiva differenza tra il lavoro e la parola. La pubblicità cerca questo: se diluiamo lo sforzo in parole, sembra che lo addolciamo.

La Vanguardia 2 maggio 2010

Fonte: http://www.sinpermiso.info/textos/index.php?id=3288

Per vedere il trailer di El Affaire Coca Cola clicca qui


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