PAESE BASCO, MOSSE POLITICHE

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I movimenti della sinistra indipendentista, dibattito interno e proposta Zutik Euskal Herria, hanno favorito avvicinamenti, Eusko Alkartasuna, (domenica 19 primo atto pubblico unitario) e dibattito accesso tra altre forze politiche basche Aralar e PNV. Le proposte di una strategia comune tra EA e sinistra indipendentista hanno sollevato forti discussioni tanto che il PNV ha ipotizzato una crisi nella coalizione navarra di Nafarroa Bai, dove il PNV è in forte minoranza, e dove i problemi interni erano già emersi prima della apertura di EA alla sinistra indipendentista. Ma anche nella CAV le conseguenze della scelta strategica della sinistra indipendentista stanno lentamente smuovendo una situazione politica che necessita un forte scossone. Nel PSE le presunte polemiche tra il presidente del partito Eguiguren e il resto del partito e del ministro degli interni spagnolo Rubalcaba testimoniano che nonostante le posizione di fermezza di governo spagnolo e PSOE i movimenti politici della sinistra indipendentista costringono anche il PSOE ha constatare la necessita almeno di visualizzare una propria collocazione “del giorno dopo”. Intanto la voce di Eguiguren sembra quella del deserto. Il presidente del PSE protagonista anche del dialogo fallito nel 2006, propone una sorta di movimento relativo, legalizzazione della sinistra indipendentista e discussione sui prigionieri politici, ma non tocca, almeno nel breve periodo, la questione di fondo del processo democratico e della soluzione politica di fondo. Possono sembrare voci isolate, come quella del sindaco di Donostia,  Elorza, che sostenne una mozione del consiglio comunale contro la legge antiterrorismo e la tortura, in un partito, PSE; ancorato da un patto di stato con il PP che impedisce, sempre per ora, movimenti troppo in avanti. Infatti da Madrid il regista della politica anti sinistra indipendentista il ministro degli Interni Alfredo Rubalcaba ha ripetuto che il dialogo proposto” non sa da fare” che se di liberta provvisoria si tratta per gli esponenti politici baschi questa deve comportare impedimento “di fare politica”, ed in sintonia con “il potere giudiziario” mette il sigillo su una riforma peggiorativa della legge sui partiti che impedisca una azione di aggiramento via EA della sinistra indipendentista in vista delle elezioni municipali del 2011.  Del resto queste politiche ambivalenti non sono nuove nella politica basca per cercare di affrontare un dialogo che la sinistra indipendentista propone sulle questioni di fondo. Personaggi che dalla sala dei bottoni esprimevano opinioni all’apparenza in senso opposto alla politica dominante di chiusura non sono mai mancate, anche se queste voci esprimevano più una “ipotesi da sperimentare “che una contestazione alla politica di chiusura imperante.   Txiki Benegas ai tempi del governo di Felipe Gonzales, considerato il numero tre del PSOE avanzava proposte di dialogo e di soluzione al conflitto azzardandosi in date risolutive. Anche nel PNV ci furono voci come quella di Ollora che prepararono il terreno per l’Accordo di Lizarra Garazi. Sia Benegas (Una propuesta de paz – 2000), che Juan Maria Ollora( Una via hacia la paz – 1996) che adesso Eguiguren, avanzano le loro proposte attraverso scritti, nei primi due casi addirittura con la pubblicazione di due libri, che però rimangono testi di buone intenzioni,  disattivati da politiche dove la ragione politica soccombe a quella di stato (o di bottega).  Rimane il fatto che chi sta facendo passi nella di cercare una soluzione definitiva al conflitto è al sinistra indipendentista basca, EA ma anche la maggioranza sindacale che attraverso iniziative specifiche propongono formule di azione politica e sindacale e sociale che diano voce alla società. Una voce che sembrerebbe essere temuta dall’ establishment spagnolo più che dalla presunta e alla luce dei fatti molto ipotetica  e strumentale azione armata di ETA.


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