ACCORDO PER UNO SCENARIO DI PACE E SOLUZIONI DEMOCRATICHE – Euskal Herria 25 settembre 2010

Trenta organizzazioni politiche, sindacali e sociali basche firmano l’accordo di Gernika per uno scenario di pace e dialogo.

La cerimonia si è svolta nel Lizeo Antzokia di Gernika. Dopo il saluto del sindaco della cittadina basca, José Mari Gorrono, è stato letto il documento – che potete leggere di seguito – “Accordo per uno scenario di pace e soluzioni democratiche” in euskara, castigliano e francese. Hanno sottoscritto il documento Rufi Etxeberria,  per la sinistra indipendentista , Peio Urizar (EA), Patxi Zabaleta (Aralar), Joseba Garai (AB) y Oskar Matute (Alternatiba). Fino ad ora, sottoscrivono l’accordo di Gernika tra gli altri i sindacati LAB, EHNE, Hiru, ELB, ESK, STEE-EILAS, le organizzazioni giovanili delle organizzazioni politiche firmanti e associazioni come Etxerat, Gernika Batzordea, Herria 2000 Eliza, Euskaria y AEK.

Accordo per uno scenario di pace e soluzioni democratiche

Euskal Herria sta vivendo la possibilità di incanalare il conflitto politico e il conflitto violento verso uno scenario di pace e soluzioni democratiche.

In questa direzione, si dovrà articolare in primo luogo una situazione di non violenza con garanzie e un primo stadio di normalizzazione politica sulla base dei seguenti contenuti:

–       La dichiarazione di ETA di un alto al fuoco permanente, unilaterale e verificabile dalla comunità internazionale come espressione della volontà per un definitivo abbandono della sua attività armata.

–       Riconoscimento dei diritti civili e politici permettendo l’attività e lo sviluppo di tutti i progetti politici, considerando che il riconoscimento e la protezione senza alcuna eccezione di tutti di diritti umani è base fondamentale degli stessi. In tal senso, esigiamo la derogazione della Legge dei Partiti Politici  costituendo uno strumento giuridico sul quale si basano le violazioni di diritti fondamentali.

–       La scomparsa di ogni tipo di minacce, pressioni, persecuzioni, arresti e torture contro ogni persona a causa della sua attività o ideologia politica.

–       La fine della politica penitenziaria che si adotta nei confronti dei prigionieri e prigioniere politiche basche, pianificata fino ad ora come parte delle strategie del conflitto, e l’adozione delle seguenti misure come primo passo del cammino verso l’amnistia, che conduca alla assenza totale di prigionieri/e ed esiliati/e che sono conseguenza del conflitto:

  • Trasferimento dei prigionieri/e a Euskal Herria ponendo fine alla pratica della dispersione.
  • Liberazione dei prigionieri/e con gravi malattie
  • Concessione della libertà provvisoria a tutti i prigionieri e prigioniere preventivi in attesa di processo in carcere.
  • Concessione della liberta condizionale a tutti i prigionieri condannati che abbiano adempito ai requisiti legali
  • Applicazione senza restrizioni ne arbitrarietà di tutti i benefici penitenziari legalmente stabiliti
  • Derogazione della legislazione che impone quarant’anni di condanna

–       La revisione dei processi giudiziari contro persone e strutture     organizzative derivati dalla loro attività politica.

–       La derogazione di giurisdizioni, di tribunali speciali, di tutta la legislazione di eccezione e con esse l’eliminazione della incomunicazione

–       L’annullamento di misure restrittive e/o proibitive per la loro attività politica imposte a militanti e organizzazioni indipendentiste.

–       Impulsare la partecipazione di agenti internazionali al fine di verificare che non vi sia alcuna violazione dei diritti umani.

Le organizzazioni politiche, sindacali e sociali richiedono a ETA e al Governo spagnolo l’assunzione di decisioni e iniziative che permettano configurare uno scenario di queste natura, uno scenario di non violenza con garanzie e di normalizzazione politica progressiva.

Allo stesso tempo, le parti firmanti consideriamo che nell’ambito di un processo di queste caratteristiche, dove si sia consolidato questo scenario di pace e normalizzazione politica sufficienti, sarà imprescindibile attivare spazi di dialogo e negoziazione politica per affrontare nella loto integrità le cause e le conseguenze del conflitto.

Questo processo di dialogo e negoziazione politica si deve basare sui seguenti principi e contenuti:

–       Il dialogo e la negoziazione in tutti gli ambiti si reggeranno  da impegni stabiliti dai cosiddetti “Principi di Mitchell”.

* Utilizzo di mezzi esclusivamente democratici e pacifici per risolvere questioni politiche.

*Opposizione a qualsiasi tentativo di utilizzare la forza o minacciare  di utilizzarla per influire sul corso o sui risultati ottenuti nella negoziazione multipartitica.

*Impegno di rispettare i termini di qualsiasi accordo raggiunto nelle negoziazioni multipartitiche, cosi come ricorrere solo a metodi esclusivamente democratici e pacifici per cercare di modificare qualsiasi aspetto di questi accordi.

-Il processo di negoziazione per l’ottenimento di accordi politici   sarà patrimonio esclusivo degli agenti politici, sindacali e sociali.

– I contenuti del dialogo politico ricercheranno un accordo includente tra tutte le culture politiche del paese, sul riconoscimento tanto della realtà nazionale basca come del diritto a decidere e al rispetto alla volontà popolare democratica sul modello giuridico istituzionale interno e sul tipo di relazione con gli stati, inclusa l’indipendenza.

– Necessita di un riconoscimento, riconciliazione e riparazione di tutte le vittime originate dal conflitto politico e la realtà delle molteplici violenze.

Oggi, come conseguenza del modello sociale esistente, la partecipazione degli uomini e delle donne non è uguale. Per questo, le donne devono essere soggetto attivo della soluzione poiché non sono estranee al conflitto.

Tutti i postulati affrontati in questo documento sono assunti dalle organizzazioni politiche sindacali e sociali firmanti dello stesso, che s’impegnano a compirli e a trasmetterli agli agenti internazionali e a lavorare nella attivazione popolare della società basca affinché la sua cittadinanza li faccia propri e si collochi come unica garante della evoluzione del processo di soluzione democratica.

 

Euskal Herria, 25 settembre 2010

 


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