TORTURA: TESTIMONIANZA DI BEATRIZ ETXEBARRIA

Nel commissariato c’erano diverse stanze: in una si sentivano le grida degli altri arrestati ed un’altra che stava più sotto, che mi dava l’impressione che si trovava isolata. Là il trattamento era ancora peggio. La prima la chiamerò la “ stanza dura” e l’altra “la stanza molto dura”.

Continuano le minacce e El Comisario mi mette in una cella e mi dice di pensare bene cosa voglio fare. Mi prendono dalla cella e mi portano dal forense.

Sono le 20.30 di martedì. Dico al medico che sono sottoposta a torture. Mi riportano in cella.

Mi portano  “nella stanza dura”. Là sentivo le grida degli arrestati/te. Mi fanno sedere su una sedia e mi bagnano le mani, mentre ascolto rumori di qualcosa che sembrano elettrodi. Anche quando mi trovavo in cella sentivo questi stessi rumori. Mi dicono che devo parlare e iniziano a togliermi i vestiti lasciandomi completamente nuda. Quando sono nuda mi gettano acqua fredda addosso. Mi applicano per tre volte consecutive la  “borsa”.  Minacciano di farmi la “bañera” (immergere ripetutamente la testa della vittima in una vasca piena d’acqua, fino a provocare sintomi di asfissia.). Stando nuda, mi fanno a mettere a quattro zampe su una specie di sgabello. Mi cospargono di vaselina e mi mettono per un pò un oggetto. Continuo a rimanere nuda e mi avvolgono in una coperta e mi danno colpi. Mi afferrano, mi strattonano e mi sollevano da terra.

Mi portano nuovamente in cella fino al mattino di mercoledì, quando torno a visitare il forense. Gli racconto del trattamento  che stavo subendo e il suo atteggiamento fu negativo.

Torno in cella  dove cerco di “risposare” un poco. Dopo un certo tempo, viene El Comisario e mi porta nella “stanza molto dura”. Qui mi spoglia nuovamente. Mi tira i capelli, mi da colpi sulla testa e mi grida nelle orecchie che è militare e che è addestrato a uccidere e che “ ti sfascio tutta dentro così non potrai avere piccoli etarras”.

Mi riportano in cella e poi nuovamente dal forense. Non gli racconto più niente, avendo visto quale era stato il suo atteggiamento nell’ultima vista nella quale metteva in discussione le torture che mi avevano fatto.

Durante gli interrogatori c’era sempre molta gente. Una volta contai fino a sette voci differenti. Mi minacciavano costantemente riferendosi al mio compagno (che sentivo come veniva torturo). Mi minacciarono anche di arrestare mio fratello. Mi dicono che se non avranno quello che vogliono non solo arresteranno i miei genitori ma anche mia nonna “in mutande e che se l’avrebbe fatta”

Il penultimo giorno el Comisario mi denuda nuovamente. Getta una coperta sul pavimento, grida e mi dice che mi violenterà un’altra volta. Mi dà l’impressione che inizia a togliersi i vestiti, sento come si toglie la cintura dei pantaloni. Allora, quello che chiamano Garmendia cerca di tranquillizzarlo, lo porta fuori dalla stanza nella quale ci trovavamo e ascolto che parlano. Garmendia entra un’altra volta nella stanza  e mi dice di promettergli che parlerò.

L’ultimo giorno subì fino a sei interrogatori. La seconda deposizione la faccio il sabato alla 5.40. Dopo non mi spogliano più e l’aggressività era minore, arrivando a dirmi se volevo vedere Iñigo (il suo compagno)

Le minacce non terminarono fino a quando arrivai alla Audiencia Nacional. Nel furgone che mi portava al tribunale El Comisario, che era seduto al mio fianco, mi dice che devo ratificare la dichiarazione dinnanzi al giudice.

Durante tutto il periodo di isolamento, salvo quando andavo dal forense, ero con gli occhi bendati con differenti mascherine. Ce n’era una di latex che aveva una specie di polvere che loro dicevano che se aprivo gli occhi sarei rimasta cieca. Quello che si provavo quando me la toglievo (per andare dal forense) era un bruciore agli occhi per un certo tempo. Quando ero con El Comisario mi mettevano un’altra mascherina che era come di velluto.

Durante l’isolamento ero sempre con tre poliziotti (El Comisario,El Inspector e Garmendia, che era il meno selvaggio), anche se durante gli interrogatori soleva esserci molta gente sempre nella stanza.

Dinnanzi al giudice negai la dichiarazione fatta alla Guardia Civil e denunciai essere stata torturata

Prigione di Soto del Real 6 marzo 2011

Fonte: http://www.gara.net/paperezkoa/20110310/252754/es/Tiran-una-manta-suelo-%27El-Comisario-grita-dice-que-va-violar-otra-vez


Related Articles

LA SINISTRA INDIPENDENTISTA SUI FATTI DI DAMMARIE-LES-LYS

Dinnanzi ai gravi fatti avvenuti ieri nella località francese di Dammarie-Les-Lys risultati nella morte di un agente della polizia francese,

CARCERAZIONE POLITICA BASCA

Mancano ormai pochi giorni alla manifestazione di Bilbao per i diritti dei prigionieri baschi, e le adesioni e le richieste

NICARAGUA: MORIRE PER EL FLOR DE CAÑA

Il prossimo 9 marzo si compie un anno dall’inizio della protesta a Managua degli ex lavoratori delle piantagioni di canna

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment