“INDEPENDENCIA ETA SOCIALISMOA”

“ A volte mi chiedo se il prezzo che abbiamo dovuto pagare per la nostra transizione non è stato troppo alto. Mi riferisco al fatto di aver dovuto permettere che politici, dirigenti, giudici, monarchi che appoggiarono il franchismo passarono da un giorno all’altro a convertirsi in democratici d’hoc”. Così scrive il lettore “Carli” commentando sul quotidiano El Pais on line, l’ennesima notizia annunciata e costruita di questa campagna elettorale. Protagonista ancora una volta è la coalizione elettorale Bildu ammessa in extremis alle elezioni, e di stretta misura, dal Tribunale Costituzionale spagnolo. Si era detto, anzi lo avevano detto Governo socialista e opposizione popolare, che Bildu sarebbe stata in osservazione permanente visto che la riforma della Legge sui Partiti si è inventata la “causa sopravvenuta”. Cosa significa? Per esempio potrebbe essere il banale episodio che ha motivato questa notizia. Un detenuto basco Ander Errandonea Arruti, ieri, è stato scarcerato dopo 25 anni di prigionia. Con lui è uscito dal carcere anche Estanis Lopez Agiriano che aveva scontato identico periodo di detenzione. I due vennero arrestati il 17 maggio 1986 assieme ad altri due loro compagni poco dopo aver mitragliato un camion francese sull’autostrada Bilbao San Sebastian. Era un’azione che ETA rivendicò nell’ambito della “campagna contro interessi economici francesi” per la collaborazione che stava dando Parigi al governo spagnolo, guidato allora da Felipe Gonzales nella lotta contro ETA e l’indipendentismo basco. Ander Errandonea Arruti appena uscito dal carcere di Herrera de la Mancha, l’ultimo in cui era detenuto – dopo essere stato nelle madrilene Carabanchel e   Alcalá-Meco, poi ancora Herrera de la Mancha poi una puntata in Africa a Ceuta e a Salto del Negro a las Palmas de Gran Canaria,  poi Huelva e infine Herrera – ha abbracciato i suoi famigliari ed amici che erano venuti ad accoglierlo. Prima di ritornare nella sua Oyartzun, accetta di posare con i suoi dinnanzi al carcere manchego con un cartello con scritto “vota Bildu, Independencia eta Socialismoa”. Non l’avesse de mai fatto. La Spagna inquisitoria, quella che rinnega anche le proprie leggi, eccitata e accecata di furore iconoclasta si getta sulla preda e chiede senza mezzi termini “d’impugnare le liste di Bildu” per l’evidente legame manifestato “ da un prigioniero di ETA con la coalizione elettorale basca”.  Non importa che ancora una volta, siamo nel 2011, dei politici spagnoli abbiano toppato sulla parola “eta” che nel vocabolario della lingua basca, euskara, equivale alla nostra congiunzione “e”.

Ma per capire di chi stiamo parlando leggiamo queste dichiarazioni. La segretaria generale del PP, Dolores de Cospedal: “Il Governo deve guardare queste foto ed impugnare le liste elettorali (di Bildu). Sono fatti che per molti evidenziano la relazione tra Bildu e ETA”. Soraya de Santamaria, portavoce del gruppo parlamentare del PP: “Spero che Rubalcaba le abbia viste queste foto. E’ lui il ministro degli Interni che ha molti strumenti e meccanismi legali per poter procedere contro queste organizzazioni che si costituiscono al servizio della strategia terrorista”. Antonio Basagoiti, presidente del PP della CAV: “Una immagine che vale più di 1000 argomenti di sei giudici del Costituzionale, una immagine che vale più di 1000 accordi di Zapatero con il PNV e una immagine che vale più di 1000 dichiarazioni dei politici che dicevano che Batasuna era diventata buona”. Idoia Mendia, socialista, portavoce del Governo  della CAV, afferma che la foto ha “suscitato ripugnanza” nell’ esecutivo autonomo. José Bono, socialista, presidente della Camera ha detto che risulta “insopportabile che un tipo di questa specie abbia l’anima cosi nera da uscire senza nessun pentimento e addirittura cerchi di chiedere il voto”.

Ander Errandona Arruti per la giustizia spagnola è un cittadino che ha riacquistato i suoi diritti dopo aver scontato una pena di 25 anni! Errandona ha esposto un cartello che chiedeva di votare Bildu una colazione elettorale, che per il tema in questione, ha sancito pubblicamente e ufficialmente di rifiutare qualsiasi tipo di violenza per  il conseguimento di obiettivi politici, inclusa quella di ETA. Ogni candidato della coalizione ha firmato un documento in tal senso.  Giuridicamente e politicamente volere criminalizzare  Errandona e Bildu per questo episodio significa l’applicazione del codice penale d’autore e di insistere nel voler utilizzare il pretesto “terrorista”, la guerra preventiva, per negare diritti e libertà politiche.

Se ci fosse la volontà di uscire dalla logica di “emergenza” sarebbe bastato dare risalto invece alle dichiarazioni di Jon Agirre Aguiriano, uscito dal carcere la settimana scorsa dopo 30 anni di prigionia e definito dalla stampa un “duro”: “Prima ETA condizionava il popolo. Adesso ETA non c’è. Inizia il gioco dei politici”” Senza aprire la porta non si possono fare passi in avanti. Bildu ha aperto una porta però c’è ancora molta strada da fare” Ma le elezioni sono alle porte e in Spagna, visto il deserto delle proposte politiche, la “politica del miedo” paga ancora, almeno così sembra.


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