Notte di blocchi, idranti e lacrimogeni in Val Susa

aggiornamenti in Streaming | Radio Blackout 105.250 FM

 

2.25 I notav a Salbertrand hanno dovuto cedere al cambio delle fdo…erano chiusi tra quelli in arrivo e quelli che andavano. Stanno tutti bene…gli altri blocchi proseguono…

2:17 via radio blackout attacco a salbertrand delle fdo, stretti da due lati, manifestanti dispersi cercano di ricompattarsi #notav

1.55 Utilizzo di lacrimogeni al cs contro i manifestanti no tav che bloccano l’autostrada preceduti dall’idrante che spara sulle barricate a Salbertrand..sono le truppe che provengono da Chiomonte..e agenti scesi dalle camionette avanzano a piedi in assetto antisommossa..anche i pompieri con i loro mezzi sfondano il blocco dei no tav…Stay tuned.

Aggiornamento ore 1.49: è arrivato un messaggio al cellulare della radio con scritto: ARRIVANO…tra poco una diretta per confermare la notizia…Stay tuned….

1.20 Barricate di fuoco in alta Valle, bloccate le due Statali. Ora lacrimogeni e acqua a Sanbertrand, sono in tanti: http://radioblackout.org/streaming/ #notav


Related Articles

Asrın Law Office issues statement on Imralı meeting

The Asrin Law Office, which has represented Abdullah Öcalan since his arrest 21 years ago, has released a statement on

Women of faith and the Northern Ireland peace process: breaking the silence

Mairead Maguire, Betty Williams and other members of the “Peace People’ are well-known, but the actions of other groups of Catholic and Protestant women are not

KURDISTAN SENZA TREGUA

Torna sulle prime pagine dei giornali il conflitto kurdo-turco. I 26 (o 24 a seconda delle fonti) militari turchi morti in una serie di attacchi simultanei sferrati dai guerriglieri del PKK contro diversi obiettivi delle forze di sicurezza nella zona di Hakkari hanno fatto gridare a una nuova recrudescenza del conflitto. In realtà la guerra non è mai cessata, le operazioni dell’esercito turco non sono mai diminuite. Anzi, da agosto si susseguono bombardamenti in tutta la zona al confine con Iraq e Iran e spesso e volentieri gli F-16 turchi sono entrati nel Kurdistan iracheno colpendo non tanto o non solo le basi del PKK (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan) ma soprattutto villaggi facendo molte vittime civili di cui nessuno parla.

Gli attacchi di ieri hanno suscitato reazioni molto forti, comprensibilmente. A parte il presidente della repubblica, l’islamico Abdullah Gul, che ha promesso “vendetta” e altro sangue, è stato il BDP (Partito della Pace e Democrazia), cioè il partito dei kurdi a fare la prima dichiarazione. “Basta – si legge nel comunicato – con la guerra. E’ tempo che le armi tacciano e si realizzino le condizioni per favorire la pace”. Parole che il BDP va ripetendo da anni ormai. In questo sostenuto dal PKK che (è bene ricordarlo) ha osservato un cessate il fuoco unilaterale fino al 15 giugno di quest’anno. Cioè fino a dopo le elezioni politiche che hanno visto kurdi e sinistra turca eleggere ben 36 deputati al parlamento turco. Quello che è successo dopo questo risultato serve a contestualizzare anche l’attacco di ieri, al quale i turchi hanno risposto con una nuova offensiva aerea in nord Iraq.

Uno dei 36 deputati, Hatip Dicle (in carcere), è stato privato del suo mandato per un ‘reato’ (lui che era già stato deputato con Leyla Zana e aveva già fatto 10 anni di carcere) di natura ‘terroristica’. Cinque deputati sono attualmente in carcere. Al giuramento, dopo un boicottaggio durato tre mesi e mezzo, si sono presentati in 30. Da marzo a oggi sono finiti in carcere qualcosa come ottomila tra amministratori locali kurdi, attivisti per i diritti umani, militanti del BDP con l’accusa di essere in qualche modo legati al PKK. Dal 2009 (anno della vittoria dei kurdi alle amministrative) sono sotto processo oltre quattromila politici kurdi. Dal 27 luglio il presidente del PKK Abdullah Ocalan (in carcere dal 1999 sull’isola di Imrali) non può vedere i suoi avvocati. Un divieto imposto dopo che per mesi uomini del premier Recep Tayyip Erdogan hanno incontrato il leader kurdo per concordare “protocolli di pace” poi gettati nel cassetto.

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment