Fatih Akin gira il video di Aynur Dogan

Nel 1954 il governo turco ha iniziato ad elaborare il progetto di una diga, Ilisu, che una volta completata sommergerebbe Hasankeyf sotto 30 metri d´acqua.
La diga Ilisu fa parte del progetto Gap, Progetto Idrico per l’Anatolia Sud-Orientale, che prevede la costruzione di dighe e centrali idroelettriche lungo l’alto corso del Tigri e dell’Eufrate. Dal 1980 alcune dighe sono giá state costruite e 320 villaggi evacuati, molto spesso con metodi discutibili. La mancanza di finanziamenti ha però fatto slittare l’inizio dei lavori di Ilisu fino a quando, negli ultimi anni ’90, alcune banche europee si sono dette interessate a finanziare il progetto.
Il governo turco riprende il progetto, sostenendo di voler terminare i lavori della diga entro il 2014. Ilisu sará la seconda diga del paese, con una capacitá di circa 12 MW e una superficie di 313 km2, sommergerá 6mila ettari di terre arabili e il bacino idrico che si formerá inonderá una valle lunga 136 km, con una produzione di 3833 Gwh l’anno per 300 milioni di dollari di ricavi.
Il rovescio della medaglia è ovviamente drammatico: oltre 289 siti d’inestimabile valore archeologico verranno spazzati via e più di 200 insediamenti umani saranno sommersi, costringendo in tutto 55mila persone allo sradicamento, alla perdita del lavoro, delle case o al trasferimento forzato in altre zone del paese, esposte all’esclusione sociale e all’emarginazione.
Inoltre Ilisu nascerá a soli 65 km dal confine con la Siria e l´Iraq, dove il controllo delle acque del fiume da parte della Turchia avrá particolari ripercussioni su equilibri geo-politici giá delicati e sulle popolazioni civili.
Oggi gli istituti di credito europei che avrebbero dovuto finanziare il progetto si stanno ritirando: le agenzie di credito all’export, inviate dalle singole banche, hanno fatto verifiche in Turchia e hanno riscontrato che il piano operativo proposto da Ankara non è adeguato agli standard europei. Così si è per ora bloccata la costruzione dell’invaso. Ma il governo di Ankara non si arrende: la diga Ilisu deve essere realizzata prima possibile.


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