IRAQ: CONTINUA IL MASSACRO. 102 MORTI
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Lunedì è stata la giornata più sanguinosa del 2010 in Iraq. Almeno 102 le vittime e decine i feriti dopo un’ondata di attentati con auto bombe ed attacchi con armi da fuoco. Nella città di Hila, 100 chilometri a sud di Bagdad, l’esplosione di tre autobomba dinnanzi ad una fabbrica tessile ha provocato la morte di una quarantina di persone. La giornata era iniziata con una serie di attacchi “anomali” contro posti di blocco nelle città di Falluya, Baquba, nei settori Tarmiyah, Abu Ghraib e Iskandariya, nelle città di Mosul e Bassora. Gli attacchi ai chek point di polizia ed esercito sono stati effettuati con armi munite di silenziatore dimostrando una pianificazione precisa ed organizzata che è stata messa in atto in varie zone del paese. Secondo il governatore di Babilonia (sud del paese) Salman al Zarqani, gli attacchi sono una reazione agli sforzi delle fazioni sciite per formare una colazione di governo dopo le lezioni del 7 marzo scorso dove nessuna forza ottenne la maggioranza assoluta. Un situazione che ha portato la coalizione sciita del primo ministro Nuri Al Maliki a richiedere il conteggio dei voti nel distretto di Bagdad dove la vittoria fu ottenuta dall’ex primo ministro Ayad Alaui sostenuto da una alleanza tra dirigenti sciiti laici e politici sunniti.
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Kurdish leader Abdullah Ocalan extended the unilateral ceasefire which was declared by the PKK for an undisclosed time perod but said that the process should last within a few months.
Ocalan had earlier stated that he will decide about the fate of the ceasefire on 15 June, three days after thr general elections in Turkey. Ocalan anounced his decision to extend the ceasefire in a meeting with his lawyers in Imrali Island High Security Prison where he is held for 11 years.

